Coordinamento dei Comitati romani contro l’elettrosmog: vittoria contro le norme che liberalizzano “antenna selvaggia”

11/10/2012 di Redazione
Coordinamento dei Comitati romani contro l’elettrosmog: vittoria contro le norme che liberalizzano “antenna selvaggia”

Il "Coordinamento dei Comitati romani contro l'elettrosmog" diffonde il comunicato all'interno del quale annuncia la vittoria dei comitati: il Governo rinuncia ad inserire nei decreti "Sviluppo e Semplificazioni" le norme che liberalizzano "antenna selvaggia".  "Sembra oramai ufficiale: le contestate norme sulla deregolamentazione totale delle procedure per installare antenne e ripetitori di telefonia mobile in tutto il territorio nazionale, contenute nelle bozze di Decreto-legge "Sviluppo bis" e "Semplificazioni", sono state rimosse dal testo finale approvato nel Consiglio dei Ministri del 4 ottobre scorso. Non sappiamo se tale soppressione sia stata una scelta voluta dall'esecutivo Monti o l'effetto della corale iniziativa di mobilitazione di tanti comitati e associazioni, che con la loro azione di denuncia, attraverso appelli e segnalazioni, hanno martellato la Presidenza della Repubblica, i rappresentanti del governo, del parlamento, stampa e tv. Non sappiamo, pertanto, se dietro questo comportamento si celi la volontà di ripresentare le norme tagliate in altro momento e in altre forme legislative o regolamentari. Registriamo semplicemente, con grande sollievo, che quelle disposizioni, che avrebbero affievolito brutalmente il regime di tutela sanitario della popolazione nei confronti della esposizione ai campi elettromagnetici emessi da impianti di radiodiffusione, sono state cancellate. Voglio esprimere un ringraziamento particolare a quanti - e so che sono tanti - si sono adoperati per rendere questo risultato non solo una flebile speranza, ma qualcosa di più, una forma di nuova coscienza civica, in un contesto storico dove appare tutto ineluttabile e confezionato. Ovviamente vigileremo senza tregua, affinché i sostenitori dello "Sviluppo Selvaggio" a tutti i costi, non organizzino ulteriori incursioni presso le rappresentanze di governo, al fine di assicurarsi percorsi e scorciatoie privilegiate per curare i loro interessi, calpestando i diritti fondamentali e la dignità umana".