Da Sarkozy a Hollande continuano gli sgomberi per i Rom

04/10/2012 di Redazione
Da Sarkozy a Hollande continuano gli sgomberi per i Rom

Come da molti anni a questa parte, nel mese di agosto le periferie, e non solo, delle grandi città francesi assistono ad operazioni di sgombro e rimpatrio dei rom. Quest'anno è successo a Parigi, Lione, Lilla, Marsiglia. Gli sgomberi sono stati ordinati dai tribunali locali sia per le condizioni igieniche precarie sia per l'occupazione illegale di edifici statali. A scatenare la furia dei francesi è l'uso della polizia per gli sgomberi, mentre Hollande in campagna elettorale aveva promesso di trovare "misure alternative". Le persone sgomberate vengono imbarcate su aerei diretti a Bucarest, dopo aver accettato di tornare in Romania volontariamente e con un risarcimento in denaro: 300 euro per ogni adulto e 150 per ogni bambino. Manuel Valls, il Ministro dell'Interno, dichiara che la decisione del tribunale di eseguire gli sgomberi sarà eseguita sempre «con fermezza» anche in futuro visto che i campi occupati dai rom creano problemi per la loro vicinanza ai quartieri popolari delle città. "A Bucarest, in occasione della visita del ministro Valls, i rom hanno protestato davanti al palazzo del governo per esprimere il loro malcontento di essere solo una pallina da ping-pong fra le autorità romene e il resto d'Europa. E mentre qualcuno si deciderà a risolvere i loro problemi, loro scelgono ancora una volta l'emigrazione. Centinaia di rom "eurodeportati" dalla Francia hanno fatto di questo ritorno una tappa per "ricaricare le batterie", nonché il portafoglio, grazie ai 300 euro che ricevono per lasciare il paese "liberamente e di propria volontà". Così, dopo un soggiorno di qualche settimana in Romania, la maggior parte riprende la strada per il paese da cui è partito e che non ha mai veramente lasciato", scrive l'"Evenimentul Zilei" uno dei più venduti quotidiani rumeni. "Le Monde" dal canto suo scrive che in occasione della recente visita a Bucarest, organizzata per discutere le condizioni di vita e il rimpatrio delle migliaia di rom romeni che vivono in Francia, "i ministri dell'interno e degli esteri Manuel Valls e Bernard Cazeneuve hanno ricevuto un'accoglienza piuttosto fredda". Le autorità romene respingono l'accusa di Parigi di perseguitare i rom. Secondo il quotidiano francese "Lo scopo della visita di Valls e Cazeneuve era quello di trovare una soluzione per sistemare queste persone nel loro paese, soprattutto attraverso programmi di sviluppo, ma anche di analizzare l'inefficacia dei diversi piani d'integrazione messi a punto e finanziati dall'Unione europea". Secondo gli interlocutori all'interno della comunità rom questo fallimento è dovuto principalmente all'incapacità , ovvero alla corruzione, delle autorità romene. Per Mihai Ion, capo della comunità rom di Targu Jiu, "se i fondi europei destinati ai problemi sociali passano per il governo di Bucarest noi non li vedremo mai. La soluzione è semplice: cancellare lo stato romeno dall'equazione e lasciare che siamo noi a gestire i fondi autonomamente".  Se si prende in considerazione soltanto il Fondo sociale europeo (Fse) assegnato alla Romania dal 2007 al 2013, gli aiuti europei ammontano a 3,7 miliardi di euro. In sette anni Bucarest ne ha speso soltanto il 7 per cento. Con un solo deputato in parlamento (che loro stessi accusano di non fare nulla) i rom non hanno molti strumenti per farsi sentire. "Preoccupato per le elezioni legislative in programma il 9 dicembre, il governo socialista non ha tempo di pensare ai rom", conclude il quotidiano.