Le soprintendenze dicono sì a Monti dell’Ortaccio

04/10/2012 di Redazione
Le soprintendenze dicono sì a Monti dell’Ortaccio

Disco verde a sorpresa dalle soprintendenze statali e comunali alla discarica dei Monti dell'Ortaccio, mentre gli enti locali ribadiscono il loro no. "Nulla osta da parte di questa soprintendenza alla realizzazione del progetto nella zona della discarica denominata Monti dell'Ortaccio", scrive il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici delLazio FedericaGalloni, confortata dal parere favorevole delle colleghe Maria Rosaria Barbera, soprintendente speciale per i Beni archeologici di Roma e del Lazio, e Maria Costanza Pierdominici, soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici del Comune. Non ci sono vincoli paesaggistici, èla motivazione. L'arearicade sì nel paesaggio agrario di valore, ma la discarica può considerarsi "recupero di cava dismessa", permessa dal Ptpr, il piano territoriale paesistico regionale. Un punto a favore del commissario ai rifiuti Goffredo Sottile, che aveva incassato il no pochi giorni fa della conferenza dei servizi: "La contrarietà - spiega al termine di un incontro a palazzo Senatorio con Alemanno - va motivata sul piano tecnico, perché la scelta politica l'ho già fatta e secondo me non c'è un'alternativa". "Rispetto il punto di vista del prefetto, ma stiamo costruendo invece un'alternativa a Monti dell'Ortaccio", la replica del sindaco. Nel confronto si inserisce anche l'assessore all'ambiente della Provincia, Michele Civita: "L'ipotesi di Monti Ortaccio ha molte lacune e perplessità. Abbiamo espresso parere negativo, ora aspettiamo il prefetto. Bisogna trovare un modo per smaltire i rifiuti non trattati, sono circa mille tonnellate al giorno quindi bisogna pensarci. Napoli li porta all'estero, c'è stata la disponibilità di altre Regioni a trasformarli e smaltirli. I comitati sono disponibili anche a valutare proroghe di Malagrotta ". Poco tempo resta a Regione, Provincia e Comune che di tempo ne hanno perso in 15 anni. E la capitale d'Italia chiuderà il 2012 con una raccolta differenziata intorno al 20% e ben lontana dal 65 % previsto dalle leggi in vigore e dalla UE.