Nuovo attentato ad Aleppo. Siria e Turchia, iniziato lo scontro militare

04/10/2012 di Redazione
Nuovo attentato ad Aleppo. Siria e Turchia, iniziato lo scontro militare

E' oscillato per tutta la giornata di mercoledì il bilancio delle vittime delle tre esplosioni che hanno sconvolto la città di Aleppo. Alcune stime volevano 27 morti lasciati sul campo, mentre l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha sempre affermato che erano 40 le vittime della mattina di sangue. E purtroppo le ultime notizie sembrano confermare i numeri dell'Osservatorio. In piazza Saad Allah al-Jabiri i ribelli hanno fatto saltare tre cariche andando a prendere le vite di 40 persone e causando ulteriori 90 morti, prevalentemente fra le forze fedeli al presidente di Damasco. Si tratterebbe, secondo le notizie a disposizione, del più grave attentato dallo scorso agosto, quando "un'autobomba urtò contro il funerale di due fedelissimi del governo, in un sobborgo di Damasco, uccidendo 27 persone". Nella piazza centrale di Aleppo si trova il Circolo Ufficiali dell'Esercito Siriano, mentre una delle autobombe è stata fatta esplodere davanti alla Banca Centrale di Aleppo. A Damasco, fa sapere Fox News, attentati suicidi con autobombe sono comuni da molto tempo nell'ambito della guerra civile siriana; ma ad Aleppo attentati del genere sono sempre stati molto rari, fino allo scorso febbraio. Rula Amin, di Al Jazeera, da Beirut, ripete che "i combattimenti fra le forze governative e i ribelli continuano, ma nessuno sta facendo progressi". Il prezzo maggiore lo pagano i civili. Sul sito di Al Jazeera si legge "A livello nazionale, almeno 104 persone sono state uccise lo scorso martedì, 57 civili, 26 soldati e 21 ribelli, afferma l'Osservatorio. Tra le vittime, soprattutto civili colpiti dai bombardamenti dell'esercito contro le aree controllate dai ribelli di Damasco. La rivolta contro Assad scoppiata marzo 2011 si è via via trasformata in una sanguinosa guerra civile. Il conflitto ha ucciso più di 30.000 persone, dicono gli attivisti, e ha devastato interi quartieri nelle principali città della Siria, tra cui Aleppo".
Adesso la situazione si complica e varca i confini siriani. Lo scontro militare tra Turchia e Siria è in atto. Secondo fonti di Ankara, ieri sono state cinque le vittime della popolazione di Tel Abyad, cittadina turca situata a una decina di chilometri oltre la frontiera. Questa la miccia che ha fatto chiedere l'approvazione del Parlamento per operazioni militari fuori dai confini nazionali da parte del Governo di Ankara. Quest ultimo ritiene che la crisi siriana sia una minaccia per la sicurezza del Paese. Per il ministro degli Esteri Giulio Terzi la richiesta di autorizzazione di operazioni militari oltre confine al Parlamento turco è "perfettamente legittima". "E' una valutazione che dà il governo di Ankara e credo che sia perfettamente legittimato a chiederla", ha dichiarato. Da Ankara è anche giunta una richiesta al Consiglio di sicurezza dell'Onu perché adotti "le misure necessarie" per porre fine agli attacchi dell'esercito siriano nel proprio territorio. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha reso noto che nel corso della notte almeno cinque soldati di Damasco sono stati uccisi e altri 15 sono rimasti feriti nei bombardamenti condotti dall'aviazione turca contro una postazione dell'esercito. In mattinata, sempre secondo l'Osservatorio, 21 soldati della guardia repubblicana di Damasco sono rimasti uccisi in violenti scontri esplosi contro i disertori dell'esercito libero siriano divamapati nella città di Qudsaya. Le tensioni tra Damasco e Ankara, che sostiene gli insorti siriani e chiede le dimissioni di Bashar Al Assad, si sono bruscamente acuite con la strage di Akcakale, l'episodio più grave dalla distruzione di un aereo turco da parte della difesa antiaerea siriana lo scorso giugno. Netta la condanna della Nato e dell'amministrazione statunitense, che hanno espresso la loro solidarietà alla Turchia, Paese membro dell'Alleanza Atlantica che ospita decine di migliaia di sfollati siriani.