Relazione 2012 sulla legge 194

11/10/2012 di Redazione
Relazione 2012 sulla legge 194

Crescono i ginecologi obiettori, l'85% in Basilicata, Molise e Campania. Sono i dati presentati nella Relazione 2012 sulla legge 194, che il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha firmato e inviato questa mattina ai presidenti di Camera e Senato. Anche per gli anestesisti i valori più elevati si osservano al Sud (con un massimo di 75% in Molise e in Campania e 78,1% in Sicilia) e i più bassi in Toscana (27,7%) e in Valle d'Aosta (26,3%). Per il personale non medico i numeri sono in generale più bassi, con un massimo di 86,9% in Sicilia e 79,4% in Calabria. Nel 2010 si registra una stabilizzazione generale del fenomeno dell'obiezione di coscienza tra i ginecologi e gli anestesisti, dopo il notevole aumento negli ultimi anni. Infatti, a livello nazionale, per i ginecologi si è passati dal 58.7% del 2005, al 69.2% del 2006, al 70.5% del 2007, al 71.5% del 2008, al 70.7% nel 2009 , al 69.3 nel 2010. Per gli anestesisti, negli stessi anni, si nè passati dal 45.7% al 50.8%, per il personale non medico dal 38.6% nel 2005 al 44.7% nel 2010. Per quanto riguarda gli aborti nel 2011 si è registrato un calo del 5,6%. 109.538 interruzioni volontarie di gravidanza contro le 115.981 del 2010. Degli aborti registrati nel 2010, circa il 46% è avvenuto nelle regioni del Nord, seguite da quelle del Sud, del Centro e delle Isole. In base alla relazione, sono cresciuti gli aborti conla pillola Ru486: il farmaco è stato usato nel2010 in3.836 casi (3,3% del totale delle interruzioni volontarie di gravidanza) e in 3.404 casi nel primo semestre del2011. L'aborto medico fatto conla pillola Ru486 quasi tutte le regioni, tranne nelle Marche e nel 96% dei casi senza complicazioni. Come spiega la relazione, non ci sono grandi differenze circa le caratteristiche socio-demografiche delle donne che vi ricorrono, anche se in generale sono meno giovani, più istruite, italiane e nubili rispetto alle altre che hanno abortito nello stesso periodo. Più di una donna su tre che ricorre all'interruzione volontaria di gravidanza è straniera. Secondo i dati contenuti nella Relazione sulla legge 194, infatti, non era italiana il 34,2% delle donne che nel 2010 hanno praticato una Ivg (38.331 casi).