Stop all’emersione e dal 15 ottobre pene più severe per i datori di lavoro

18/10/2012 di Redazione
Stop all’emersione e dal 15 ottobre pene più severe per i datori di lavoro

Il 15 ottobre si è conclusa la regolarizzazione per l'emersione dei lavoratori stranieri senza regolare permesso di soggiorno. I dati non sono promettenti, infatti alle 24.00 del 15 ottobre le domande presentate in totale sono state 134.576. L'ultimo report del Viminale conferma che le domande presentate dalle aziende sono appena 18.607 domande, contro le 115.969 dedicate ai lavoratori domestici. Il dato suggerisce che la più economica domanda per colf, badanti o babysitter è stata una scappatoia utilizzata da molti: si regolarizzeranno come domestici per poi firmare magari il loro vero contratto di lavoro in un altro settore. Milano, con 19.055 domande, guida la classifica delle province, insieme a Roma (13.815) e Napoli (11.111), seguite con un certo distacco da Brescia (5.214) e Bergamo (3.836). Tra i Paesi di provenienza dei lavoratori svettano invece il Bangladesh (15.770), il Marocco (15.600), l'India (13.286), l'Ucraina (13.148) e il Pakistan (11.728). Adesso però iniziano le sanzioni severe per coloro che continuano ad impiegare lavoratori senza un permesso di soggiorno. Vale sempre quanto previsto da anni dal Testo Unico sull'Immigrazione, secondo il quale il lavoratore va incontro all'espulsione, mentre il datore "è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni  e  con la multa di 5000 euro per ogni lavoratore impiegato". Ma sempre dal 15 ottobre sono scattate le novità introdotte dal decreto legislativo  109/2012 Chi è stato condannato (anche in via non definitiva) per aver impiegato lavoratori senza regolare permesso di soggiorno non potrà far arrivare in Italia lavoratori stranieri con i flussi di ingresso. Inoltre, deve pagare una nuova multa pari al "costo medio di rimpatrio del lavoratore straniero assunto irregolarmente" (che verrà definito con un decreto interministeriale), soldi che serviranno a finanziare i rimpatri, ma anche progetti per l'integrazione. Le pene aumentano infatti da un terzo alla metà se i lavoratori sono più di tre, se sono minori in età non lavorativa, o se sono sottoposti a "condizioni di grave pericolo", tenendo conto delle "caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro". Alle imprese si applica inoltre si applica all'ente una sanzione amministrativa pecuniaria da100 a200 quote, che può arrivare fino a 150.000 euro. Solo in questi casi di particolare sfruttamento, su proposta o con il parere favorevole della Procura, se il lavoratore denuncerà il datore e collaborerà durante il processo potrà ottenere un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Durerà sei mesi e sarà rinnovabile per un anno o più finché si arriva alla fine del processo, ma potrà anche essere convertito in un permesso per lavoro se intanto il cittadino straniero trova un'altra occupazione, ovviamente regolare.