Tutti i libri “bene comune” scomparsi dalla Girolamini

11/10/2012 di Redazione
 Tutti i libri “bene comune” scomparsi dalla Girolamini

La biblioteca dei Girolamini è un'istituzione culturale statale della città di Napoli. È la più antica biblioteca di Napoli dotata di un'importantissima dotazione libraria, sebbene versante in uno stato di degrado. Custodisce circa 159.700 titoli, prevalentemente antichi, tra cui 120 incunaboli, 5.000 cinquecentine, numerosi manoscritti, di cui circa 6.500 riguardanti composizioni e opere musicali dal XVI al XIX secolo. La precarietà della custodia, secondo una stima dell'attuale conservatore, padre Sandro Marsano, avrebbe portato negli anni alla sparizione di centinaia di volumi. I dubbi sui furti ricaddero subito sul direttore nominato dal ministero dei Beni culturali,  Marino Massimo De Caro. Gian Antonio Stella con un articolo comparso l'8 ottobre sul "Corriere della Sera" dal titolo "Le confessioni di Marino Massimo De Caro, ex direttore della biblioteca napoletana dei Girolamini", fa un analisi dei furti e soprattutto del "Lupin" dei libri.  "Mi sono ricordato un altro furto". Ogni volta che torna dai giudici per un nuovo interrogatorio il dottor (falso) professor (falso) principe (falso) Marino Massimo De Caro messo dal ministero a dirigere la biblioteca dei Girolamini, racconta di altri libri saccheggiati in giro per l'Italia. Siamo a quattromila, finora. Tra cui le uniche copie di un testo rarissimo di Galilei sostituite con dei falsi. Il più grande sacco planetario degli ultimi decenni. Che la dice lunga su come "conserviamo" il nostro patrimonio". Continua l'articolo "Via via, su Marino Massimo De Caro, venne fuori di tutto. Che non era affatto laureato a Siena, che non era affatto principe di Lampedusa, che non aveva affatto insegnato all'Università di Verona... Tutto falso. E spacciato per vero grazie allo spazio che si era ricavato nel retrobottega della politica, come l'Associazione nazionale «Il Buongoverno» che aveva come presidente nazionale onorario Marcello Dell'Utri, segretario il senatore Salvatore Piscitelli e "segretario organizzativo nazionale il professor Marino Massimo De Caro". Sui libri spariti "sarebbero almeno quattromila. Le biblioteche «visitate» moltissime. I soldi incassati dal ladro con tesserino ministeriale una enormità: per il solo anticipo sulla vendita di 450 volumi («c'erano degli erbari, c'erano libri di zoologia, c'erano libri di fisica, c'era il primo libro sull'agopuntura cinese, il primo libro sulla pazzia scritto nel Settecento...») De Caro incassò un milione. Se una parte di quei libri possono essere recuperati, però, appare sempre più sconvolgente il danno fatto, con la complicità di padre Sandro Marsano, l'ex conservatore, alla biblioteca dei Girolamini. Per fare sparire i pezzi più pregiati, circa centomila volumi sono stati spostati e gli antichi cataloghi manomessi, tagliati e raschiati per cancellar le tracce. Una devastazione forse irrimediabile. Il tutto grazie all'«errore» di qualche politico che pensa di poter scegliere gli «esperti» così... Ditecelo: quanti altri Marino Massimo De Caro ci sono in giro?"