Ue: in discussione il Fondo di lotta alle povertà

25/10/2012 di Redazione
Ue: in discussione il Fondo di lotta alle povertà

La Commissione europea ha proposto di istituire un Fondo per sostenere le persone che versano in condizione di estrema povertà nell'UE. La proposta viene sottoposta ora al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri dell'Unione europea per approvazione. La Commissione avrebbe previsto per il Fondo un bilancio di 2,5 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 nel contesto della sua proposta del giugno 2011 relativa a un quadro finanziario pluriennale (cfr. IP/11/799). Gli Stati membri pagherebbero il 15% dei costi dei loro programmi nazionali, mentre il rimanente 85% proverrebbe dal Fondo. La Strategia Europa2020 impegna l'UE a ridurre di almeno 20 milioni di unità il numero di persone esposte al rischio di povertà. Sui 116 milioni di persone nell'UE  che versano in condizioni di disagio e di esclusione sociale circa 40 milioni versano in uno stato di grave indigenza. Uno degli aspetti principali consiste nell'incapacità di procurarsi alimenti in quantità e qualità adeguate. La percentuale della popolazione dell'UE che non può permettersi di mangiare carne o pesce (o un equivalente vegetariano) ogni due giorni, secondo i dati diffusi dall'Organizzazione mondiale della sanità - era pari all'8,7% nel 2010, cui corrispondono più di 43 milioni di persone. Dalle prime cifre disponibili per il 2011 risulta un peggioramento della situazione. Una forma particolarmente grave di deprivazione materiale è la condizione dei senzadimora, fenomeno la cui entità è difficile da quantificare. Le stime di cui si dispone indicano però che in Europa nel 2009/2010 erano 4,1 milioni. Il numero dei senzadimora è aumentato di recente a causa dell'impatto sociale della crisi economica e finanziaria e dell'aumento della disoccupazione. Cosa ancor più preoccupante che sono senza dimora famiglie con bambini,  giovani e migranti. Nella UE vi sono 25,4 milioni di bambini a rischio di povertà o di esclusione sociale. Nel complesso, i bambini sono maggiormente esposti al rischio di povertà o di esclusione sociale del resto della popolazione (27% rispetto al 23% per la popolazione nel suo complesso). Questo fenomeno li espone a una deprivazione materiale che va al di là della malnutrizione. Ad esempio, 5,7 milioni di bambini non possono permettersi indumenti nuovi e 4,7 milioni di bambini non hanno due paia di scarpe di numero giusto (tra cui un paio di scarpe per il brutto tempo). I bambini che soffrono di deprivazione materiale hanno maggiori probabilità, rispetto ai loro coetanei in migliori condizioni economiche, di avere risultati scolastici scadenti, una salute precaria e non riescono poi a realizzare le loro piene potenzialità una volta divenuti adulti. Il principale strumento di cui dispone l'Unione europea per promuovere l'occupabilità, lottare contro la povertà e promuovere l'inclusione sociale è e rimarrà il Fondo sociale europeo (FSE). Questo strumento strutturale investe direttamente nelle competenze delle persone ed è volto ad accrescerne il valore sul mercato del lavoro. Alcuni di questi cittadini più vulnerabili però, che versano in condizioni estreme di povertà, sono troppo lontani dal mercato del lavoro per beneficiare delle misure di inclusione sociale supportate dal Fondo sociale europeo. José Manuel Durão Barroso, presidente della Commissione europea, ha affermato: "A livello europeo abbiamo bisogno di meccanismi di solidarietà e di risorse adeguate per aiutare i poveri e gli indigenti che in molti casi si trovano a vivere una vera e propria situazione d'emergenza sociale. Questa è la finalità del Fondo di aiuti europei agli indigenti approvato oggi". László Andor, commissario europeo responsabile per l'occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, ha commentato: "Il neoproposto Fondo offrirà un aiuto tangibile per aiutare i cittadini europei più vulnerabili a integrarsi nella società. Esso rappresenterà una dimostrazione concreta della solidarietà dell'UE con le persone più vulnerabili -quelle che sono state maggiormente colpite dalla crisi economica e sociale. Mi auguro che gli Stati membri e il Parlamento europeo adottino celermente questa proposta ed il relativo bilancio per far sì che gli aiuti arrivino senza indugio ai bisognosi." Nell'ambito del Fondo gli Stati membri richiederebbero un finanziamento per sostenere programmi operativi nel periodo 2014-2020 per iniziative volte a erogare alle persone che versano in condizioni di deprivazione materiale prodotti alimentari, indumenti e altri beni essenziali (ad esempio, calzature, sapone e shampoo). La proposta offrirebbe alle autorità nazionali una flessibilità notevole per programmare e fornire l'assistenza conformemente ai loro programmi nazionali. La messa a punto di criteri dettagliati per assegnare l'assistenza rientrerebbe nelle responsabilità degli Stati membri o anche delle organizzazioni partner, essendo queste in miglior posizione per convogliare l'assistenza sulla base dei bisogni locali.