Arsenico: a dicembre scade la deroga Ue. A rischio 90 comuni del Lazio

15/11/2012 di Redazione
Arsenico: a dicembre scade la deroga Ue. A rischio 90 comuni del Lazio

Scade a dicembre la terza deroga concessa dall'Unione europea per riportare i livelli di arsenico nella norma, e sono ancora 90 i comuni del Lazio che devono mettersi in regola - in parte Roma e Latina e tutta la provincia di Viterbo. Neanche due mesi per riportare i livelli della sostanza sotto i 10 microgrammi litro, limite oltre cui l'acqua - secondo l'Organizzazione mondiale della sanità - non è ritenuta potabile; circa 900 mila persone potrebbero restare senz'acqua se il consumo venisse vietato per mancato adeguamento ai limiti. Tuttavia i lavori di adeguamento della rete idrica, valutati in circa 100 milioni di euro dal commissario all'emergenza acqua Renata Polverini, nella maggior parte dei casi devono ancora cominciare, e si protrarranno almeno per tutto il 2013. Nel viterbese, ad esempio, si prevede la realizzazione di 33 potabilizzatori (per lo più dearsenificatori) in 16 comuni: i primi 20, pari al 60% dell'opera, verranno ultimati entro il 31 dicembre 2012, i restanti 13 entreranno in funzione entro il 31 marzo 2013. Nell'Agro Romano - a Sacrofano, Formello e Roma - sono iniziati gli espropri su oltre 50 terreni, in gran parte di privati, per consentire ad Acea Ato2 Spa di sostituire completamente le condotte dei vecchi acquedotti gestiti da Arsial e dell'acquedotto Camuccini. L'intervento prevede un investimento totale di circa 5 milioni e 300 mila euro, in parte cofinanziati dalle bollette che i cittadini pagano ad Acea. Anche qui non c'è molta certezza sui tempi: «A oggi - fa sapere Acea -  è possibile stimare entro l'estate del 2013 l'inizio dei lavori, che avranno una durata di 12 mesi». In provincia di Latina, con 9 comuni interessati, le forze ambientaliste lamentano il grave ritardo con cui le amministrazioni hanno affrontato il problema. Dopo numerose interrogazioni senza risposta, i Verdi della Regione Lazio hanno invitato anche una richiesta al ministro della Salute Renato Balduzzi e alla commissione ambiente affinché si convochi la Polverini per relazionare in veste di commissario per l'emergenza. «Chiediamo - aggiunge il presidente dei Verdi del Lazio, Ferdinando Bonessio - quali siano le risorse messe a disposizione da Regione, gestori del servizio idrico e Comuni. Inoltre vorremmo sapere quali provvedimenti si intende prendere per quei comuni che, dopo il 31 dicembre 2012, presenteranno livelli di arsenico oltre i 10 microgrammi per litro. Senza dimenticare che devono spiegarci cosa è stato fatto, in ossequio alla normativa comunitaria, per garantire l'acqua potabile ai bambini sino a tre anni di età».