Asili nido: Roma fra le città meno care d’Italia ma i posti sono pochi

15/11/2012 di Redazione
Asili nido: Roma fra le città meno care d’Italia ma i posti sono pochi

Trecentodue euro al mese in media per mantenere un bambino al nido comunale, che moltiplicato per almeno 10 mesi fa circa tremila euro l'anno. Tanto costa in Italia mandare i figli all'asilo nido comunale, fra difficoltà di accesso e disparità economiche tra le varie regioni; sempre che ci si riesca, visto che un piccolo su quattro non riesce a entrare per carenza di posti. Sono i numeri che emergono dall'indagine di Cittadinanzattiva, che ha fotografato la situazione degli asili nido del nostro paese. L'analisi ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200 euro e relativo Isee di 19.900 euro. I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (anni scolastici 2010/11 e 2011/12) delle amministrazioni comunali interessate all'indagine (tutti i capoluoghi di provincia). Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana. In una provincia la spesa mensile media per il tempo pieno può avere costi anche tre volte superiori rispetto a un'altra, e doppi tra province di una stessa regione. Ad esempio, a Lecco la spesa per la retta mensile, di 547 euro, è 7 volte più cara rispetto a Catanzaro (70 euro), il triplo rispetto a Roma (146 euro) e più che doppia rispetto a Milano (232 euro). La Calabria è la regione più economica (114 euro), Lombardia e Valle d'Aosta le più costose con oltre 400 euro di spesa media. Nella top ten delle 10 città più care, tra quelle che offrono il servizio a tempo pieno, si confermano, rispetto al 2010/11, Lecco, Belluno, Sondrio, Bergamo, Mantova, Cuneo, Lucca,Pisae Udine. Nella graduatoria delle 10 città meno care, prevalgono le realtà del Centro-Sud. In assoluto, la città più economica risulta Catanzaro, seguita da Vibo Valentia, Cagliari e Roma. Dall'analisi di dati in possesso al Ministero degli Interni e relativi al 2010, emerge che il numero degli asili nido comunali ammonta a 3.623 (+6% rispetto al 2009) con una disponibilità di 141.618 posti (+3% rispetto al 2009). In media il 23,5% dei richiedenti rimane in lista d'attesa. Il poco edificante record va alla Calabria con il 39% di bimbi in lista di attesa, seguita da Campania (37%) e Sicilia (+36%). La differenza tra il Nord e il Sud del Paese non si limita solo ai costi, ma riguarda anche il numero di nidi sul territorio: la regione che emerge per il più elevato numero di nidi è la Lombardia, con 794 strutture pubbliche e poco più di 28.500 posti disponibili, seguita da Emilia Romagna (611 nidi e oltre 25.500 posti) e Toscana (437 nidi e oltre 15.000 posti), ultima il Molise con soli sei asili per 300 posti disponibili. A livello nazionale, a più di trent'anni dalla legge 1044/1971 che istituì gli asili nido comunali, se ne contano 3.623 (a fronte dei 3.800 asili pubblici previsti già per il 1976), un numero insufficiente benché in crescita rispetto ai 3.184 registrati nel 2007. In media in Italia la copertura del servizio è del 6,5%, dato che conferma non solo quanto il Belpaese sia lontano dall'obiettivo comunitario che fissa al 33% la copertura del servizio, ma anche dal resto dei paesi europei: Danimarca, Svezia e Islanda arrivano al 50%, seguiti da Finlandia, Paesi Bassi, Francia, Slovenia, Belgio, Regno Unito e Portogallo (con valori tra il 50% e il 25%). Percentuali comprese tra 25 e 10% si registrano in Lituania, Spagna, Irlanda, Austria, Ungheria e Germania.