Caos rifiuti: dalla Ue maximulta all’Italia per le discariche illegali. E da gennaio Roma spedirà la sua immondizia in Olanda

08/11/2012 di Redazione
Caos rifiuti: dalla Ue maximulta all’Italia per le discariche illegali. E da gennaio Roma spedirà la sua immondizia in Olanda

L'incapacità del Belpaese a risolvere l'annoso problema dei rifiuti è ancora una volta sotto i riflettori dall'Unione europea: lo scorso 24 ottobre, infatti, la Commissione ha chiesto alla Corte di giustizia dell'Ue di deferire l'Italia, che potrebbe essere condannata a pagare una multa di 56 milioni di euro e un'ammenda giornaliera di 256.819 euro. La vicenda ha inizio nel 2007, quando la Corte di giustizia emette una sentenza in cui si riconosce che l'Italia è responsabile della presenza sul suo territorio di centinaia di discariche illegali e omessi controlli nella gestione dei rifiuti. A seguito di questa sentenza la Commissione invia all'Italia, nel febbraio 2008, una lettera di costituzione in mora e, nel giugno 2009, un parere motivato, segnalando che la violazione sistematica e generalizzata constatata dalla Corte di giustizia era ancora in corso. Nel giugno 2011 la Commissione chiede a Roma di presentare un calendario credibile per la regolarizzazione di tutti i siti in questione entro un lasso di tempo ragionevole, ma nonostante siano stati compiuti alcuni progressi significativi è chiaro che i problemi nella gestione del ciclo e dello stoccaggio dei rifiuti persistono in quasi tutte le regioni italiane. Nello specifico le discariche da bonificare, secondo la Commissione, sono 255, di cui 16 contenenti rifiuti pericolosi. Un quadro che, secondo Bruxelles, a tutt'oggi non è sufficientemente cambiato: nonostante gli impegni presi, ha evidenziato la nota, "solo 31 discariche problematiche saranno bonificate entro la fine del 2012 e un calendario completo per l'ultimazione dei lavori è stato programmato solo per 132 discariche" . Di qui la decisione del 24 ottobre. Sulla vicenda interviene Legambiente: "Era del tutto prevedibile" ha dichiaratoa caldo StefanoCiafani, vice-presidente nazionale dell'associazione, "ora si dovranno spendere i soldi dei cittadini per pagare una multa salatissima, invece di investirli nella diffusione del porta a porta in tutte le città italiane e nella costruzione di altri impianti di riciclaggio". Ma il salasso delle casse pubbliche per via della mancata gestione del problema-immondizia non finisce qui. Sembra ormai certo che da gennaio i rifiuti della capitale saranno trasferiti in Olanda, sul modello di quanto già accade a Napoli. Sarà trasportata su camion e imbarcata a Civitavecchia una parte consistente delle oltre 1200 tonnellate al giorno che non vengono trattate dagli impianti, per un costo stimato di 50 milioni di euro all'anno. Il consigliere Pd in Campidoglio Athos De Luca ha calcolato che in un anno Roma dovrà esportare in Olanda "più o meno 500.000 tonnellate", e spiega: "La differenziata nel 2012 è ferma al 25%, pari a 400 mila tonnellate, anziché raggiungere il 28% previsto da Ama. Gli impianti di trattamento Ama hanno trattato 233 mila tonnellate anziché le 412 mila previste e quelli di Colari [la società che gestisce Malagrotta] 132 mila anziché 412 mila. Per questo, Ama si trova con 500 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati che non potrà portare in discarica poiché il ministero dell'Ambiente consentirà la proroga di Malagrotta solo per i rifiuti trattati". Una decisione, quella di inviare la spazzatura in Olanda, che verrà adottata comunque, a prescindere da quale sarà il futuro di Malagrotta e della nuova discarica che, dopo anni, dovrà sostituirla. Per adesso, Ama e Campidoglio stanno continuandoa studiare ildossier. Ma alternative, al momento, non vengono contemplate. Intanto una delegazione della Commissione Petizioni del Parlamento europeo guidata dall'olandese Judith Merkies ha visitato nei giorni scorsi i siti di Malagrotta e Monti dell'Ortaccio, per poi incontrare le autorità di Roma e Napoli oltre che del Ministero dell'Ambiente. La nuova missione risponde a circa trenta petizioni della società civile italiana, che da anni protesta a gran voce per le condizioni ambientali e igieniche della area di Valle Galeria, divenuta "un ricettacolo di malattie, disagi sociali e inquinamento". Ion Codescu, capo unità della Commissione, ha ribadito che la Ue "segue molto da vicino ed è molto interessata all'andamento del dossier su Malagrotta". In particolare, ha proseguito, "ci preoccupa il post Malagrotta, perché questa enorme discarica è a fine ciclo. L'eventuale soluzione e i siti da scegliere non possono essere imposti dalla Commissione, che è interessata solo a che vengano rispettate le norme europee". In ogni caso, ha concluso il funzionario, "il dialogo con le autorità italiane è aperto e per il post Malagrotta hanno detto chiaramente che è assolutamente ineludibile il pieno rispetto della normativa europea con una valutazione di impatto ambientale e un'adeguata consultazione pubblica".