CIE: l’Unione Camere Penali varca la soglia di quello di Gradisca d'Isonzo

15/11/2012 di Redazione
CIE: l’Unione Camere Penali varca la soglia di quello di Gradisca d'Isonzo

L'Unione Camere Penali ha diffuso un comunicato il 9 novembre dal titolo "Dalle carceri ai Centri di identificazione ed espulsione", in cui dichiarano la loro visita al CIE di Gradisca d'Isonzo a Gorizia.  E si legge "Camere Penali Italiane, guidata dal Presidente Valerio Spigarelli, insieme agli Avvocati Annamaria Alborghetti e Antonella Calcaterra dell'Osservatorio Carceri UCPI e al Presidente della  Camera Penale di Gorizia, Avv. Riccardo Cattarini, ha verificato le condizioni di vita di coloro che vi sono ospitati, le problematiche della struttura e le criticità." Continua "E' un luogo di effettiva detenzione  dove gli stranieri, in vista dell'espulsione, in attesa della sola identificazione, sono trattenuti (…) in condizioni igieniche desolanti, ammassati anche in dieci nelle celle. I CIE sono luoghi, almeno in questo caso, peggiori delle carceri, dove le persone sono private della libertà e delle garanzie minime a tutela della dignità umana. Di fatto si tratta di una vera e propria detenzione amministrativa, peraltro proibita dal nostro ordinamento, che non gode di alcuna delle garanzie giurisdizionali previste dalla normativa penitenziaria." Le dichiarazioni fatte dai delegati dell'Unione Camere Penali non sono nuove. Infatti sappiamo che i migranti vengono privati di diritti umani, detenuti ingiustamente. Però è importante che diventi coscienza diffusa, anche perché troppo spesso questi uomini e donne vengono dimenticati. L'Italia ha votato nelle scorse settimane per l'accesso del comitato di controllo nei luoghi privati dalle libertà ma è ancora troppo lontana dal rispetto e dalla libertà di semplici regole che offrono dignità all'uomo.