Coldiretti: decisivo il contributo dei migranti per il made in Italy alimentare

08/11/2012 di Redazione
Coldiretti: decisivo il contributo dei migranti per il made in Italy alimentare

La Coldiretti, che ha collaborato alla realizzazione del Dossier statistico immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, dichiara che sono 313.724 i lavoratori stranieri impegnati in agricoltura. Per la prima volta si assiste ad un calo relativo sia al numero dei migranti coinvolti nei lavori che alle giornate lavorative trascorse nei campi,  per effetto della crisi. La parte descritta dalla Coldiretti evidenzia come le giornate di prestazione nel 2011 siano state 26.190.884 contro le 27.027.935 del 2010. Nonostante la riduzione, il contributo del lavoro straniero resta determinante in agricoltura e  rappresenta ben il 23,06 per cento del totale delle giornate di lavoro dichiarate dalle aziende. I lavoratori migranti impegnati in agricoltura dichiara la Coldiretti, hanno una età media di 36 anni e per ben il 71 per cento sono di sesso maschile. Sono ben 172 le diverse le nazionalità anche se a prevalere sono Romania (113.543), India (24.823), Marocco (24.519), Albania (23.982), Polonia (22.601), Bulgaria (15.242), Tunisia (12.027), Slovacchia (11.551), Macedonia (10.254), Moldavia (5.422), Senegal (5.193) e Ucraina (4.756). Sono numerosi i distretti produttivi agroalimentari che vedono una forte presenza di lavoratori stranieri anche se oltre la metà (52,34 per cento) si trova in sole 15 province ed in particolare a Bolzano 6,56%, Foggia 6,42%, Verona 5,49%, Trento 4,32%, Ragusa 3,89%, Latina 3,79%, Cuneo 3,41%, Cosenza 3,23%, Salerno 2,57%, Ravenna 2,54%, Bari 2,08%, Forlì-Cesena 2,06%, Ferrara 2,02%, Brescia 1,98%, Reggio Calabria 1,97%. Negli allevamenti dove si produce il latte per il Parmigiano Reggiano, quasi un lavoratore su tre è indiano. In Abruzzo, la percentuale di pastori macedoni è altissima. In Val di Non i lavoratori che raccolgono le mele sono diventati decisivi come anche nella produzione del prosciutto di Parma, della mozzarella di bufala o nella raccolta delle uve destinate al Brunello di Montalcino. La Coldiretti dichiara che i lavoratori stranieri  contribuiscono in modo strutturale e determinante all'economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare.