Il 18,4 per cento dei nati in Italia nel 2011 è nato da madre straniera

22/11/2012 di Redazione
Il 18,4 per cento dei nati in Italia nel 2011 è nato da madre straniera

La Fondazione Leone Moressaha diffuso i dati relativi all'incidenza delle nascite da donne straniere nel 2011.  Più della metà (58,6%) delle nascite si registrano nelle sole regioni di Lombardia, Veneto, Lazio ed Emilia Romagna. In quest'ultima regione, viene rilevata inoltre l'incidenza massima (29,1%) dei nuovi nati stranieri sul totale dei nati. Dal 2002 le nascite di bambini da mamme  straniere sono aumentate del 209%, mentre rispetto al 2010 l'incremento è stato dell' 1,2%. Quasi un quarto dei bambini stranieri nel 2011 è nato in Lombardia (quasi 25 mila), a seguire l'11,9% è nato in Veneto, l'11,7% in Emilia Romagna e il 10,2% in Lazio. Per quanto riguarda l'incidenza dei nuovi nati stranieri sul totale della popolazione nata nel 2011, questa è massima in Emilia Romagna, dove raggiunge il 29,1% ed è minima in Puglia, dove si attesta intorno al 5,4%. Proprio guardando l'incidenza, si nota una profonda differenza tra Nord Centro  e Sud: sono infatti il Molise, la Basilicata, la Sardegna, la Calabria, la Puglia, la Sicilia e la Campagna a presentare una incidenza inferiore al 10%. Naturalmente anche il tasso di natalità da mamme italiane incide sulla rilevanza del dato riferito alle mamme straniere. Prendendo in considerazione le prime dieci regioni per nascite di figli di cittadini stranieri, è stata calcolata l'incidenza dei nati stranieri sul totale delle nascite nel 2011. Prato, in Toscana, risulta la provincia con la maggiore incidenza (37,5%), seguita da Brescia (33,8%) in Lombardia e Modena (33,6%) e Reggio nell'Emilia (30,7%). Tassi, invece, molto bassi si registrano nelle province delle regioni meridionali, come  Palermo (5,6%) e Napoli (4,8%). Sicuramente tra i nati stranieri nel 2011 spiccano i rumeni nella maggioranza delle regioni. In particolare questi rappresentano il 44,4% dei nati stranieri in Lazio e il 30,7% in Piemonte. Il Marocco è invece la prima nazionalità tra i nati stranieri in Emilia Romagna (21,6%), in Lombardia (15,8%) e nelle Marche (14,7%), mentre in Toscana e Liguria risultano più numerosi i nuovi nati albanesi, rispettivamente il 21,8% e il 21,5%. L'età media per il parto delle mamme straniere è 28,3 anni, a fronte di 32 anni per le italiane, sempre nel 2011. Rispetto al 2008 l'età media del parto si è innalzata sia per le straniere che per le italiane, anche se a due ritmi diversi: infatti per le prime è aumentata dello 0,9%, mentre per le seconde l'incremento è stato dell'1,4%, poiché nel 2008 l'età media del parto delle donne straniere si attestava intorno ai 27,9 anni. Donne italiane e straniere differiscono anche nel numero di figli: le italiane hanno 1,3 figli a testa, mentre le straniere 2,04. Rispetto al 2008 questi numeri sono diminuiti del -8,5% per le italiane e del -11,7% per le straniere. "L'incremento continuo di nascite che si è registrato negli ultimi anni in Italia conferma il processo di radicamento della popolazione immigrata" osservano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa "che non è più rappresentata prevalentemente da uomini soli in cerca di lavoro, ma sempre di più da nuclei familiari. Questi dati riportano anche una distribuzione territoriale delle nascite piuttosto diversificata, sottolineando come non solo la presenza in termini di numerosità cambi da una regione all'altra della nazione, ma anche la natura di questa presenza. Infatti se la presenza indica un maggiore radicamento sul territorio e un cambiamento di prospettiva all'interno del progetto migratorio, questo processo sembra avvenire più plausibilmente nelle regioni del Nord e del Centro  piuttosto che in quelle del Sud. Infine l'osservazione delle variazioni dell'età media al parto e del numero medio di figli sembra sottolineare come le donne straniere si stiano anche lentamente avvicinando ai parametri delle donne italiane. Se infatti l'età del parto aumenta per tutte e il numero di figli diminuisce, questo processo è più veloce per le donne straniere, che tendono ad avvicinarsi sempre di più ai valori caratteristici delle donne autoctone. Davanti a questi dati, pare d'obbligo una seria riflessione sulla normativa sulla cittadinanza vigente in Italia".