L’Italia vota per il comitato di controllo nei luoghi privati dalle libertà

02/11/2012 di Redazione
L’Italia vota per il comitato di controllo nei luoghi privati dalle libertà

Anche l'Italia dice sì a un sistema di "visite regolari, svolte da organismi indipendenti nazionali e internazionali nei luoghi in cui le persone sono provate dalle libertà, al fine di prevenire al tortura e le altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti". È l'obiettivo del "Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, fatto a New York il 18 dicembre 2002". Discussa alla Camera dei Deputati e votata a larga maggioranza ha autorizzato la ratifica da parte del Presidente della Repubblica. Il protocollo prevede la creazione di un comitato di controllo internazionale, con due membri per ogni Stato aderente, e di un organismo nazionale indipendente che potranno visitare tutti i luoghi in cui "delle persone sono o possono essere private della libertà". Ci sarà quindi un controllo in più, ad esempio, sulle carceri, ma anche per i migranti senza regolare permesso di soggiorno nei Cie. Un passo avanti, per l'Italia anche se ancora si attende quello più decisivo per l'istituzione del reato di tortura, prevista dalla Convenzione dell'Onu che il nostro Paese ha ratificato oltre vent'anni fa. Un disegno di legge che va in questa direzione è attualmente all'esame del Senato: prevede per i torturatori, per i mandanti e per i loro complici da tre a dieci anni di reclusione, così come il divieto esplicito di respingere o espellere cittadini stranieri verso Paesi dove rischierebbero di essere torturati.