Lazio in recessione: il 10 per cento è disoccupato

22/11/2012 di Redazione
Lazio in recessione: il 10 per cento è disoccupato

Tira una brutta aria nel Lazio: cresce la disoccupazione, il settore delle costruzioni e il mercato immobiliare sono in grave affanno, l'industria arranca. E le prospettive per il futuro non sono incoraggianti. È quanto emerge dal Rapporto realizzato da Banca d'Italia, "Economie regionali - L'economia del Lazio". A spiegare ildato sulla disoccupazione, cresciuta nei primi mesi dell'anno alla cifra record del 9,9 per cento (il 2,6 per cento in più rispetto al 2011) è l'analista della Banca Pietro Casadio: "L'aumento dei senza lavoro ha risentito sensibilmente dell'ampliamento della forza lavoro, legato anche alla maggiore propensione a lavorare da parte di giovani che svolgono attività di studio o di formazione".Il Lazioha visto, poi, crescere il numero dei cassintegrati, raggiungendo quota 49 mila nel terzo trimestre, il 2,8 per cento dei dipendenti totali. Come più volte denunciato anche dai sindacati, il settore che ha particolarmente  risentito della crisi è stato quello delle costruzioni. "Nel primo semestre dell'anno - sottolinea il funzionario della Banca d'Italia - si sono fortemente ridotte le compravendite di abitazioni, mentre le quotazioni sul mercato immobiliare sono rimaste sostanzialmente stabili in termini nominali". Per non parlare dell'industria dove si sono ridotti fatturati e investimenti. Mentre soltanto le esportazioni con un più 1,6 per cento (nel primo trimestre) continuano ad avere un segno positivo. "Tuttavia -  avverte il presidente di Unindustria, Maurizio Stirpe - anche il commercio con l'estero ha iniziato a decelerare da oltre un semestre, ed è da qui che dobbiamo ripartire invertendo questa tendenza. È necessario guardare oltre l'Europa, la ripresa deve passare per i mercati più dinamici, in particolare per le economie emergenti, i bacini della nuova ricchezza". Non va meglio per i servizi privati, con riduzioni anche qui di fatturato e investimenti. Si sono contratti maggiormente i comparti legati ai consumi, come il commercio e i trasporti. Crollano inoltre i prestiti bancari. "La domanda di credito - ha affermato Luigi Leva, specialista del settore creditizio - si mantiene ancora molto debole. I mutui per l'acquisto delle abitazioni si sono ulteriormente ridotti nella prima metà del 2012, riflettendo il calo delle compravendite immobiliari. La rischiosità del credito, infine, ha raggiunto i livelli più alti dal 2009: per i finanziamenti alle imprese è peggiorata nel manifatturiero e soprattutto nell'edilizia. È invece rimasto stabile il grado di rischiosità delle famiglie". Numeri che preoccupano il presidente della Provincia Zingaretti. "L'indagine conferma che la situazione economica è drammatica e che c'è una fragilità o addirittura l'inesistenza di un progetto per rispondere a questa crisi. Per questo occorre una forte discontinuità al fine di tornare a vincere: serve un ruolo programmatorio della Regione come ente di governance e una fase nuova in cui il pubblico si assuma le sue responsabilità: individuare campi di azione e politiche appropriate".