No all’ elettrodotto fra le case, Tivoli si appella al Consiglio di Stato

22/11/2012 di Redazione
No all’ elettrodotto fra le case, Tivoli si appella al Consiglio di Stato

È guerra fra il Comitato Tiburtino e le Ferrovie dello stato: da anni l'associazione di abitanti della zona di Tivoli lotta contro la riattivazione dell'elettrodotto Sagittario di Rete ferroviaria italiana (Rfi, del gruppo Fs). Una battaglia che ha trovato sostegno nell'amministrazione locale: il Comune ha infatti presentato ricorso al Consiglio di Stato contro una sentenza del Tar che di fatto faceva ripartire la linea elettrica, accusata di portare grave inquinamento elettromagnetico nella zona. «Siamo accanto ai cittadini - dice il vicesindaco, Giorgio Strafonda - convocheremo Rfi per un confronto sulle possibili alternative». «Difendiamo la nostra salute», ribadisce Gianni Innocenti, portavoce del comitato Tiburtino. L'elettrodotto in questione fa parte del tracciato ferroviario Tivoli-Anzio-Nettuno realizzato negli anni Trenta. Dopo diversi anni di stop, nel 2005 la società ferroviaria aveva deciso di rimetterlo in opera per potenziarela linea Roma Prenestina-Tivoli-Guidonia (sulla tratta Salone-Castel Madana). Aveva quindi presentato un progetto di «pubblica utilità» e in un primo momento aveva trovato il nulla osta dell'amministrazione comunale. Una decisione che però aveva allarmato i cittadini, proprio perché «nel corso degli anni, il tessuto urbanistico di zona è cambiato». «L'elettrodotto affaccia a distanza di pochi metri dai balconi di molte abitazioni - spiega Innocenti - e ci sono tre scuole qui vicino, tra cui un asilo». La società ferroviaria si appella però al fatto che sono impianti già esistenti e che si tratterebbe solo di «lavori di adeguamento e manutenzione» (come si legge dalla sentenza del Tar), e vince il ricorso contro due diffide disposte dal comune di Tivoli. Ora, dopo il pronunciamento del Tar, il comitato e la giunta comunale chiedono a Rfi di predisporre un tavolo di concertazione in cui si possano visionare alternative possibili all'accensione dell'elettrodotto per tutelare il diritto alla salute.