Pubblicità ingannevole: sanzioni per Danone, Colussi e Galbusera

29/11/2012 di Redazione
Pubblicità ingannevole: sanzioni per Danone, Colussi e Galbusera

Gli slogan pubblicitari confondono il consumatore ingannandolo da acquisti consapevoli tra i banconi del supermercato. Lo afferma l'Antitrust che bacchetta alcuni colossi alimentari come Danone, Colussi, Galbusera per pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette, decretando sanzioni per complessivi 340mila euro. Nel mirino dell'Antitrust, lo yogurt Danaos prodotto dalla Danone. Il colosso infatti, indurrebbe all'acquisto i consumatori particolarmente preoccupati della carenza di calcio nella propria dieta alimentare, promettendo di coprire il 50% del fabbisogno quotidiano di calcio, anche se - osserva l'Antitrust - tale fabbisogno varia notevolmente in base alle fasce di età. Così per pratica commerciale scorretta, il Garante della concorrenza ha deciso di comminare al colosso alimentare una sanzione da 180mila euro. La pubblicità del prodotto, si legge nell'ultimo bollettino dell'Autorità,«è in grado di falsare le scelte economiche di una fascia di consumatori sensibili alle tematiche salutistiche, particolarmente attente alle opportunità di risolvere con un alimento, la carenza di calcio paventata». «Prendiamo atto, pur non condividendola, della decisione dell'Antitrust, contro la quale ricorreremo» replica la Danone difendendo a spada tratta lo yogurt, prodotto di punta, «innovativo, frutto della ricerca scientifica di Danone che ha riscontrato grande apprezzamento presso il pubblico per il suo contributo ad integrare la carenza di calcio nell'alimentazione quotidiana». Altrettanto ingannevoli le informazioni nutrizionali indicate per alcuni prodotti (cracker e biscotti) dalla Galbusera, multata con una sanzione da 60mila euro. Secondo l'Antitrust, viene assicurata una inferiore quantità percentuale di grassi senza indicare però il termine di raffronto utilizzato; idem per un tipo di biscotti reclamizzati come «più leggeri». Le relative campagne promozionali ingenerano «l'idea che i prodotti reclamizzati abbiano, quanto a contenuto in grassi, una portata nutrizionale inferiore a quella effettiva», ingannando il consumatore. Sanzione infine da 100mila euro alla Colussi anche in questo caso per avere diffuso messaggi pubblicitari con vanti nutrizionali di tipo comparativo mancanti di raffronto e privi delle tabelle analitiche di raffronto. Prodotti che espongono diciture quali «meno grassi» e «Meno grassi saturi», denominazione di specifiche linee di prodotti «in grado di confondere il consumatore e quindi di falsarne in misura apprezzabile il comportamento economico»