Raccordo bis, per i Verdi danneggerà riserve naturali e colture biologiche

15/11/2012 di Redazione
Raccordo bis, per i Verdi danneggerà riserve naturali e colture biologiche

Prosegue la battaglia delle associazioni ambientaliste contro il cosiddetto Raccordo bis, la bretella autostradale che dovrebbe collegare l'A12 (Roma-Civitavecchia) con l'A1. Otto corsie,35 chilometria pedaggio, quasi 1,7 miliardi euro di costo (48 per chilometro): un miglioramento della rete stradale che fa discutere, specie per l'impatto ambientale sui vari territori interessati. "Si tratta di un'opera volta a migliorare la viabilità autostradale - ha dichiarato Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio - voluta dal governo e dalla Regione per mettere in contatto la zona est con l'aeroporto di Fiumicino. Il problema è che ne pagheranno le conseguenze territori a densa popolazione, riserve naturali importanti, zone agricole riconvertite al biologico". Secondo il progetto, il nastro d'asfalto, i cui lavori sono previsti fra il 2016 il 2019, partirebbe dalla Roma-Fiumicino, scavalcando zone importanti da ovest verso est e passando sulla riserva di Decima Malafede, articolandosi attraverso un lungo sottopassaggio (6 km) in corrispondenza del Parco degli Acquedotti per poi riversare il traffico all'altezza della via Anagnina. L'accesso all'A1 dovrebbe poi attraversare Valle Martello (nell'area di Zagarolo) per immettersi infine nel traffico della Milano-Napoli. "Quello che ci preoccupa - ha precisato Cristiana Mancinelli, del Forum Salviamo il Paesaggio - sono i cambi di destinazione d'uso di aree (spesso dal valore paesaggistico o agricolo) a favore di attività produttive, come nel campo dell'edilizia o in quello commerciale".