Rom: il Consiglio d’Europa condanna gli sgomberi della capitale

29/11/2012 di Redazione
Rom: il Consiglio d’Europa condanna gli sgomberi della capitale

Dura presa di posizione del Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Nils Muižnieks contro il governo italiano, reo di aver proseguito nella pratica degli sgomberi forzati, "nonostante l'impegno delle autorità ad abbandonare la politica dell'emergenza nomadi". "Solo nel mese di settembre - scrive il Commissario in una nota pubblicata il 22 novembre, riferendosi al trasferimento forzato delle comunità rom dal campo 'tollerato' di Tor de' Cenci al nuovo 'villaggio attrezzato' La Barbuta - a Roma 250 persone sono state sgomberate, senza che venisse loro offerta alcuna alternativa adeguata se non il trasferimento in insediamenti segregati su base etnica". L'Associazione 21 luglio si associa alle parole del Commissario quando rileva l'importanza del pieno godimento del diritto ad un alloggio adeguato come precondizione per il godimento di molti altri diritti umani, stabilendo chiaramente che "programmi e pratiche abitative che risultano in segregazione forzata si pongono in violazione del principio di non-discriminazione e non possono essere visti come soluzioni percorribili". Le azioni di sgombero pianificate dal Comune di Roma negli ultimi tre anni, oltre a rivelarsi costose, si sono dimostrate inefficaci e spesso disumane. Sempre secondo l'associazione, anche il ricollocamento di comunità rom nel nuovo «villaggio attrezzato» La Barbuta si inserisce all'interno di una logica fondata su un principio discriminatorio, che allontana le famiglie rom da reali progetti di inclusione e da un rapporto adeguato con il tessuto sociale della Capitale. Per questo 21 luglio ha rilanciato l'appello "Stop all'apartheid dei Rom", per chiedere agli amministratori locali e nazionali che usciranno dalle prossime elezioni la sostituzione delle politiche di sgombero con efficaci politiche di inclusione, che porterebbero benefici non solo alle comunità rom ma all'intera cittadinanza. L'appello, che in poche settimane ha raccolto più di mille firme, ha visto l'adesione dell'attore Moni Ovadia, dello scrittore Erri De Luca e dell'astrofisica Margherita Hack, che ha così commentato la sua sottoscrizione: "Le leggi razziali non ci hanno insegnato nulla?".