Scandali Ama, fermo da due anni l’impianto di Rocca Cencia costato 24 milioni

08/11/2012 di Redazione
Scandali Ama, fermo da due anni l’impianto di Rocca Cencia costato 24 milioni

Con la raccolta differenziata inchiodata al 25-26% (stando ai dati sui primi 9 mesi del 2012), torna d'attualità la questione dell'impianto Ama di Rocca Cencia, un gioiello costato 24 milioni di euro e fermo da due anni. Perché questo impianto, unico in città per la selezione di plastica, vetro e metalli, non è stato ancora rimesso in funzione, considerato che, secondo stime interne, garantirebbe all'azienda ricavi di 10 mila euro al giorno, grazie alla consegna del materiale «ripulito» alle filiere del riciclo? Lo stop è stato originato da un incidente sul quale non è stata ancora fatta luce. Nel luglio 2010 la cabina di pilotaggio si schiantò al suolo, provocando lo stop del trattamento dei rifiuti più nobili e il loro invio in altri stabilimenti. I rumors interni parlano insistentemente di sabotaggio. Che sia stato incidente o atto doloso, comunque, il combinato disposto tra il crollo della cabina (avvenuto al di fuori dei turni, quindi senza conseguenze per gli operai) e il forte ritardo nel ripristino dell'attività un effetto l'ha avuto: via libera agli appalti. Oggi il «multimateriale» a Rocca Cencia viene solo ammucchiato a tonnellate, in attesa che i camion lo trasportino in altri impianti, dall'Alto Lazio all'Umbria, fino alla Campania (Avellino). I beneficiari dell'imprevisto business, resi noti dalla stessa Ama, si chiamano Centro riciclo, Remaplast, Rovere, Cite, Del Prete e Eurorecuperi. Se poi si siano aggiunte altre ditte non è chiaro. «La vera struttura che manca in azienda - attacca Franco Fanelli, coordinatore Fp-Cgil Ama - è un Ufficio agli sprechi, che a tempo pieno si occupi di razionalizzare le spese e rendere efficiente una gestione più che discutibile».