Sud Lazio, terra di disastri ambientali

08/11/2012 di Redazione
Sud Lazio, terra di disastri ambientali

Sono due gli episodi che in questi ultimi giorni mettono in luce, seppure in maniera diversa fra loro, le condizioni critiche in cui versa il territorio del sud del Lazio. A Ceccano (FR) un'ordinanza del sindaco Manuela Maliziola ha vietato in via cautelativa  l'"uso umano'' dell'acqua, causa di "livelli leggermente superiori ai limiti di legge" di arsenico. I prelievi che hanno provocato l'allarme sono stati eseguiti il 1 ottobre scorso, ma dell'esito delle analisi si è saputo soltanto un mese più tardi; ed è proprio su questo lungo intervallo che si cresce tra i cittadinila polemica. Intantoè già stata avanzata la richiesta di ripetere le analisi e soprattutto di avere immediata comunicazione dei risultati degli esami. Tuttavia, complice il lungo ponte del 1 Novembre, fino a oggi nessun intervento è stato programmato per risolvere la preoccupante condizione. A Formia (LT), invece, Concetta Gigliano, 82 anni, è stata uccisa dal fiume d'acqua e detriti riversatosi su via Canzatora a seguito dell'esondazione del torrente Pontone. Il sostituto procuratore di Latina Gregorio Capasso ha aperto un'inchiesta per far luce sull'incidente, con l'ipotesi di reato di disastro ambientale colposo. L'indagine è delegata ai Carabinieri della Compagnia di Formia, che stanno raccogliendo tutti gli elementi tecnici per verificare eventuali responsabilità nel disastro; al momento ancora nessun iscritto nel registro degli indagati. Il Pontone è un torrente finito più volte nel mirino per questioni legate all'inquinamento. Il letto è in più tratti intasato da rifiuti di ogni tipo che poi si riversano nel mare all'altezza di Vindicio. Gli inquirenti stanno vagliando eventuali collegamenti tra lo stato di manutenzione del torrente e la clamorosa esondazione che ha ucciso la donna e provocato danni ingentissimi all'intero quartiere.