Testa di Lepre, nemmeno una goccia d’acqua dai rubinetti

02/11/2012 di Redazione
Testa di Lepre, nemmeno una goccia d’acqua dai rubinetti

Sono orientativamente ottanta le famiglie a Testa di Lepre, località al confine tra il XIX municipio e il comune di Fiumicino, senza acqua, nemmeno una goccia. Da quando cioè "è stata interrotta la fornitura di acqua potabile, scrivono alcuni cittadini in una lettera indirizzata ad Andrea Montanari, esponente dell'Idv nel XIX municipio, da parte dell'acquedotto gestito dall'agenzia regionale Arsial". Ma sulle competenze la vicenda si complica. "Una storia surreale, un dramma direi, commenta la vicenda lo stesso Montanari, che ha portato alla luce la vicenda. Qui si rischia un'emergenza di natura igienico-sanitaria per l'intera area. E Acea e Arsial continuano a scaricare le responsabilità". Se fino allo scorso mese l'Acea riforniva gli utenti attraverso delle autobotti, da una trentina di giorni i rubinetti della zona sono letteralmente a secco. Cos' adesso 350-400 persone sono costrette ad andare a rifornirsi alle fontanelle pubbliche, senza poter cucinare o potersi lavare. "E tutto questo nonostante noi paghiamo le bollette inviate dall'Arsial, continuano i cittadini infuriati, e senza una spiegazione da parte dell'azienda. Chiediamo solo che ci venga restituita la fornitura dell'acqua, un diritto riconosciuto universalmente, e soprattutto la nostre dignità di cittadini". Alla base di tutto, un vuoto di competenze. L'Acea, che pure ha fornito l'acqua durante l'emergenza e durante il periodo più caldo dell'anno, fa sapere che "rete idrica servizio della località Testa di Lepre non è gestita da questa società, bensì dall'Arsial. A tale proposito, in considerazione del perdurare della crisi idrica nei territori gestiti da Acea Ato2, questa Società ha già invitato con una nota recente (indirizzata a Roma Capitale, XIX municipio e Arsial) il direttore del servizio Patrimonio dell'Arsial, Carlo Gabrielli, a non inoltrare ulteriori richieste di fornitura d'acqua tramite autobotti fino a diversa comunicazione". Dal canto suo l'Arsial, che gestisce 16 acquedotti tra la provincia di Roma e quella di Fiumicino, specifica che "gestisce gli acquedotti con un ruolo del tutto improprio, in considerazione della pressoché totale perdita del carattere di ruralità delle zone servite, oramai ricomprese in centri abitati, soventi residenziali". E aggiunge poi che "a fronte di tale problematica sulla dismissione degli acquedotti, furono sottoscritti dagli enti interessati due protocolli d'intesa, finalizzati alla presa in carico della gestione degli acquedotti Arsial da parte di Acea Ato2, ed al loro rifacimento: a fronte di ciò la Regione impegnava un finanziamento pari a 13,5 milioni di euro a favore dell'Acea".