Valle del Sacco: Forum nazionale "Ambiente e Salute"

02/11/2012 di Redazione
Valle del Sacco: Forum nazionale "Ambiente e Salute"

«Non vogliamo un altro caso Ilva», sono i cittadini della Valle del Sacco che lo chiedono a gran voce. Dopo la spinta allo sviluppo da cui sorse la stessa città, arrivarono le stagioni dei veleni e dei misteri di Stato. Le istituzioni solo nel 2005 hanno iniziato a comprendere la gravità della situazione dichiarando Colleferro "Sito di interesse nazionale di bonifica" per via dell'inquinamento da esacolorociloesano, interessando 9 comuni: Colleferro, Segni, Gavignano, Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo, Supino. Tutto iniziò nel 1912 quando la BPD, industria bellica sviluppò la città-fabbrica in provincia di Roma. L'industria oggi è passata alla Simmel difesa, parte del colosso inglese Chemring. L'attuale produzione abbraccia spolette, munizioni, granate, teste di guerra per missili, razzi, ed occupa meno di 200 persone. Il suo impatto ambientale enorme. La Rete di tutela per la valle del Sacco, nel giugno 2012 ha lasciato agli atti della commissione ambiente del Senato copiosa documentazione sui siti industriali colleferrini, tracciando un quadro allarmante ma senza ottenere risposta alcuna. "E' probabile, si legge nel documento di Alberto Valleriani, presidente della Rete di tutela Valle del Sacco, che le aziende del comprensorio industriale non solo in passato, ma tutt'oggi siano oggetto di controlli inadeguati, o addirittura inesistenti. Occorre ribadire che sussistono i vincoli di un decreto regio del 1941, una normativa vetusta che ha legittimato l'assenza di segnalazioni e controlli in materia ambientale. Anche se molte delle attività industriali sono state dismesse e quelle di Simmel difesa e Avio sono delocalizzate rispetto al sito industriale. Resta incomprensibile come tale area resti sottoposta a vincoli». Per capirne meglio ci si deve avvalere dei dati Asl Rm30 relativi ai primi anni '90, che riportano con precisione l'elenco delle materie prime usate dall'allora Bpd. Ne consegue, come spiega Valleriani, che "centinaia di residui di sostanze tossiche o nocive potrebbero essere stoccate nelle numerose gallerie o cunicoli presenti nel sottosuolo, all'interno del sito industriale. Di recente, il fatto ci viene confermato da alcuni operai, ora pensionati, disposti a testimoniarlo e a guidare sopralluoghi per la bonifica". Si evince la presenza di 2088 tonnellate di perclorato d'ammonio, un propellente per razzi e missili: una sostanza che può provocare danni alla tiroide e malformazioni fetali. Scrive il presidente della Rete: "Non si conoscono le modalità di utilizzo e di recupero degli scarti di lavorazione, che in linea teorica, attraverso la pulizia della macchine, potrebbero finire nel fiume Sacco". E' un veleno infimo, depurabile solo con modernissime tecnologie. Da segnalare, poi, lo stoccaggio di 80 tonnellate di tritolo, di 380 tonnellate tra munizioni e razzi, di 10 tonnellate di dinitrotoluene ( cancerogeno, utilizzato per la produzione di armi). Di come si operi per contenere tutto ciò è difficile sapere. Ne resta traccia in dichiarazioni ufficiali della prefettura di Roma in una audizione presso la commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni nei luoghi di lavoro dopo un incidente mortale alla Simmel nell'ottobre 2007. Diceva Carlo Mosca che "l'ultimo controllo della commissione tecnica provinciale presso l'azienda risale al 1997" e che sulla cadenza dei controlli "non esiste una precisa indicazione". La Rete per la tutela della Valle del Sacco insieme all'associazione Culturale gruppo Logos, hanno indetto il Forum nazionale "Ambiente e Salute" per il 24 e 25 novembre proprio a Colleferro in occasione del centenario della fabbrica. Scrivono gli organizzatori: "Le vicende di Taranto, che pongono sotto gli occhi di tutti l'incapacità delle istituzioni di affrontare l'emergenza di intere comunità colpite da diffuse fonti di inquinamento, rivelando una realtà ben conosciuta dalle popolazioni dei siti inquinati, sono un'ulteriore conferma della necessità della realizzazione del nostro progetto." Il giorno prima, il 23 novembre, gli esperti di bonifica del bacino di Essen ( Rurh) illustreranno un progetto che potrebbe essere applicato alla stagione post industriale della cittadina del Lazio.