Amnesty International bacchetta la Francia sugli sgomberi contro i Rom

06/12/2012 di Redazione
Amnesty International bacchetta la Francia sugli sgomberi contro i Rom

Le autorità francesi devono porre fine agli sgomberi forzati contro i Rom in Francia. Questo il messaggio contenuto nel rapporto di Amnesty International dal titolo  "Cacciati via: sgomberi forzati dei rom nell'ile-de-France". "Il nuovo governo ha adottato alcune misure positive sulla situazione dei migranti rom. Il suo tono e l'approccio sono migliorati, rispetto agli anni passati in cui i rom erano spesso apertamente stigmatizzati dalle autorità. Tuttavia, gli sgomberi forzati sono proseguiti con lo stesso ritmo allarmante di prima", afferma  John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International. E continua,"La Francia non ha introdotto nella legislazione nazionale gli standard internazionali sui diritti umani che forniscono tutela nei confronti degli sgomberi forzati. Il risultato è che gli sgomberi degli insediamenti informali dove i rom generalmente vivono si svolgono senza informazione, consultazione o avviso preventivo, in molti casi, non viene fornito un alloggio alternativo e intere famiglie sono lasciate senza tetto e senz'altra scelta se non spostarsi in qualche altro insediamento informale, con la conseguente interruzione della frequenza scolastica e delle cure mediche". I migranti rom in Francia, sono circa 15 mila e provengono principalmente da Romania e Bulgaria, fuggiti dai loro paesi a causa di una forte povertà e oggetto di discriminazioni. In qualità di cittadini dell'Unione Europea di nazionalità non francese, le norme interne vieterebbero loro di risiedere per più di tre mesi senza un impiego o senza la prova di essere in possesso di risorse autosufficienti, tuttavia in quanto cittadini dell'Unione Europea, se espulsi sono liberi di rientrare in Francia; e questa è una pratica frequente tra coloro che vengono sgombrati. La Francia manca di alloggi adeguati e di rifugi d'emergenza e questo non migliora la situazione dei rom che, vittime di discriminazioni in Francia quanto negli altri paesi europei, sono particolarmente soggetti a violazioni del loro diritto, garantito a livello internazionale, di avere un alloggio adeguato. L'assenza di alternative porta molti migranti rom a vivere in insediamenti informali per mesi o addirittura anni, nelle condizioni più indescrivibili. Sono rarissime le soluzioni abitative a lungo termine proposte ai rom sfrattati, che hanno persino difficoltà ad accedere ai rifugi d'emergenza o a qualsiasi altro meccanismo di sostegno che possa metterli in condizione di ottenere un alloggio decente. Amnesty International ha visitato  diversi insediamenti, variabili dal punto di vista della grandezza e dei servizi forniti, ma con in comune i rischi per la salute derivanti da un ambiente insalubre e dalla totale mancanza di accesso ai servizi essenziali come acqua potabile, gabinetti e sistemi di raccolta di rifiuti. "I continui sgomberi forzati hanno disastrose conseguenze, per i rom, sulla salute, sull'istruzione e sulle opportunità di raggiungere un adeguato standard di vita. Allontanati da un insediamento informale dopo l'altro, finiscono in contesti abitativi ancora più miseri e si ritrovano a dormire in strada o nelle tende fino a quando non costruiscono un altro insediamento", ha commentato Dalhuisen. "Durante gli sgomberi forzati, spesso perdono tutti i loro beni, i documenti d'identità e le cartelle mediche. In molti casi la frequenza scolastica e le cure mediche sono interrotte, i rapporti con le reti di sostegno locali sono spezzati e le opportunità d'impiego vengono meno. Ciò nonostante, sulla base della legge francese, non ricevono adeguata riparazione", ha aggiunto. Nell'agosto 2012 il governo in carica ha emesso una circolare con le direttive sulle "best practice" da seguire prima e durante gli sgomberi, linee guida che restano comunque discrezionali. Attualmente gli sgomberi forzati continuano in tutto il paese, continuando violare gli obblighi di diritto internazionale della Francia. "Sulla base del diritto internazionale, la Francia è obbligataa garantire ildiritto a un alloggio adeguato senza discriminazione e a impedire gli sgomberi forzati. In altre parole, la Francia deve porre immediatamente fine agli sgomberi forzati fino a quando le salvaguardie del diritto internazionale dei diritti umani non siano garantite a tutti gli abitanti degli insediamenti informali" ha concluso Dalhuisen.