Emergenza arsenico, a gennaio scade la proroga e ancora non c’è l’Autorità competente

13/12/2012 di Redazione
Emergenza arsenico, a gennaio scade la proroga e ancora non c’è l’Autorità competente

Conto alla rovescia per l'acqua potabile nel Lazio: dal primo gennaio scade infatti l'ultima deroga dell'Unione europea per le percentuali di arsenico fuorilegge. Sono ancora 90 i comuni della regione che sforano i limiti (meno di 10 microgrammi di arsenico per litro), ma ancora prima che adeguare l'acqua potabile alle norme europee  con impianti di dearsenificazione , si dovrà risolvere il problema dell'autorità competente in materia. Infatti la vecchia autorità Aato (Autorità Ambito Territoriale Ottimale), fino a ieri responsabile della qualità dell'acqua, va a casa a fine dicembre 2012 (legge n. 42/2010, confermata di recente dalla Spending Review). Toccherebbe all'Aeeg (Autorità Energia Elettrica e Gas) prenderne il posto: lo stabilisce la legge nazionale che le ha affidato anche la materia acqua. Ma «nella Regione Lazio, dove il Consiglio non è in grado di funzionare, la situazione è grave - spiega Salvatore Doddi, vice presidente Acea Ato 2-. La continuità dei rapporti contrattuali siglati dalla vecchia autorità dovrebbe essere garantita con un provvedimento regionale datato non oltre il 31 dicembre 2012. Ma la Regione non ha il tempo di adeguarsi al passaggio normativo nazionale. Il Consiglio è fermo, e l'assessorato competente dovrebbe intervenire entro 15 giorni. Sarà difficile riorganizzare la gestione e il controllo dell'acqua pubblica in tempo utile». Cosa ne sarà delle convenzioni siglate dai gestori con la vecchia autorità (Aato)? Serve un provvedimento prima della decadenza della vecchia autorità, altrimenti toccherà proprio all'istituzione regionale gestire le convenzioni. Questo secondo l'Aeeg: «La stessa norma che ha previsto l'abolizione della vecchia autorità - spiega l'Aeeg - ha anche affidato alle regioni il compito di attribuire a nuovi soggetti le sue funzioni. In mancanza di una norma locale però, le funzioni Aato verranno svolte dalle stesse regioni». La questione del passaggio di competenze fra le autorità si inserisce in un quadro più complesso, che riguarda la gestione dell'acqua e la sua tariffazione: «In Italia il costo medio dell'acqua è fra i più bassi d'Europa», denuncia da tempo l'Autorità Energia Elettrica e Gas, che pubblica un report inquietante sullo stato di salute del servizio idrico italiano.«La situazione è paradossale: da un lato il livello dei consumi del settore civile è fra i più elevati d'Europa, con circa 44 miliardi di metri cubi all'anno, l'88 per cento della disponibilità complessiva; dall'altro siamo al penultimo posto in Europa, quanto a spesa sostenuta per garantire qualità e sicurezza a questo bene prezioso». Anche secondo Acea spa ci posizioniamo subito prima della Grecia, all'ultimo posto in Europa, quanto a efficienza della rete infrastrutturale. «Il gap da colmare è enorme - spiega Andrea Bossola, direttore area idrica Acea spa -. Il sistema di depurazione è fermo al 30 per cento del fabbisogno nazionale, mentre le fognature appena al 20 per cento, e gli acquedotti al 4,5. A ostacolare lo sviluppo della rete c'è la paura di inasprire le bollette» conclude.