Porto di Fiumicino sotto sequestro, depositata la perizia

06/12/2012 di Redazione
Porto di Fiumicino sotto sequestro, depositata la perizia

Depositata la perizia richiesta dal tribunale civile di Civitavecchia sul nuovo porto di Fiumicino, che conferma le «gravi carenze costruttive» dell'opera. Si tratta di oltre 400 pagine, che spiegano i motivi per cui la Procura di Civitavecchia ha ordinato il sequestro del cantiere lo scorso 19 novembre e ha aperto un'inchiesta per frode in pubbliche forniture, che vede tra gli indagati Francesco Bellavista Caltagirone, patron di Acqua Marcia e dell'opera da 400 milioni di euro. Il perito, l'ingegner Pietroantonio Isola, oltre a rilevare anomalie tecniche, definisce «deprecabile» la mancata sorveglianza da parte delle istituzioni, Regione e Comune di Fiumicino, che avrebbero dovuto formare le commissioni di vigilanza già all'avvio dei lavori, nel febbraio2010. C'è poi quella che il tecnico definisce «discrasia», un'incongruenza tra il Piano Economico Finanziario di Acqua Marcia della durata di 50 anni e la concessione regionale, che invece è di 90. Gli investitori si sarebbero basati, per stilare costi/ricavi su mezzo secolo di usufrutto del porto. Non si spiegano quei 40 anni «regalati». Dal rapporto emergono poi nuovi elementi che hanno convinto Isola «dell'inaffidabilità tecnica dell'intero progetto esecutivo del Molo di Traiano», unica parte del porto finora realizzata. Conclusione basata anche sulle valutazioni degli stessi progettisti, quello geotecnico (che decretò la «non stabilità globale» dell'opera) e l'altro, strutturale: gli stessi esperti che non avevano firmato le tavole tecniche del progetto del molo, vidimate solo dal loro collega del marittimo. Due infine gli esempi di «costi tagliati» - inadempienze, per il perito - alla concessione regionale. Dodici milioni di euro risparmiati sul trasporto dei materiali, avvenuti via terra invece che da mare (come prescriveva la Valutazione d'Impatto Ambientale) e quattro milioni sulla variante al progetto, un telo in geotessuto al posto della bonifica: variante, secondo Isola, «non a norma», che non ha eliminato dai fondali quei «materiali di scadenti caratteristiche» che oggi pregiudicherebbero la stabilità della diga.