Roma sommersa da una nuova colata di cemento: al via l’approvazione di 64 delibere

20/12/2012 di Redazione
Roma sommersa da una nuova colata di cemento: al via l’approvazione di 64 delibere

Ancora una volta Roma è a rischio cementificazione selvaggia: sono 64 le delibere in materia urbanistica da tempo nelle mani del Campidoglio, e molte di queste sembrano ora sul punto di essere approvate. All'ipotesi di un nuovo "sacco", le associazioni ambientaliste e i comitati di cittadini sono scesi sul piede di guerra: alcuni gruppi (Carte in regola, Roma territorio, Dinamo Press) hanno messo in rete mappe della città con evidenziati i siti sui quali potrebbero riversarsi milioni di metri cubi di cemento. Si va da nord a sud, dall'ex Velodromo dell'Eur alla Romanina, dai depositi dell'Atac al comprensorio Casilino. Periferie storiche e nuovi insediamenti. Le delibere riguardano molte partite immobiliari. Dagli "ambiti di riserva" (23 milioni di metri cubi sparpagliati in aree agricole), a diverse operazioni di cui sono protagonisti nomi noti come Sergio Scarpellini, l'editore de "Il Tempo" Domenico Bonifaci, il Vaticano, l'Eur s. p.a. Il diluvio di cemento cade ad appena quattro anni da un Piano regolatore che già prevede oltre 60 milioni di metri cubi, in buona parte abitazioni, nonostante a Roma si contino fra i 190 e i 250 mila appartamenti vuoti, stando al censimento del 2001 e a una stima di Legambiente. E nonostante prosegua l'esodo dei romani verso la provincia (160 mila negli ultimi anni), spinti dagli affitti sempre più cari e dagli sfratti. La Città eterna rischia di diventare un coacervo di aggregazioni urbanistiche del tutto casuale, non supportate da adeguati sistemi di trasporto pubblico e sorte solo per favorire gli interessi dei grandi proprietari fondiari. Ecco alcuni dei numeri. A Casal Boccone, nel Municipio IV, sono previsti più di 33 mila metri cubi per 4 grattacieli da 16 piani e 11 palazzine, con un'evoluzione della rendita fondiaria in rendita bancaria, visto che l'area sarebbe stata ceduta da un costruttore a un noto gruppo bancario a copertura di posizioni debitorie. Con il raddoppio della centralità Anagnina - Romanina, nel Municipio X, ecco più di 790 mila metri cubi. Oltre 1,5 milioni di metri cubi per la valorizzazione immobiliare delle caserme nei municipi I, V, XI, XV, XVII, XVIII e XIX. E ancora, più 48 mila metri cubi per il cambio di destinazione d'uso dell'area dell'ex Velodromo nel municipio XII, che si trasforma in residenziale. Circa 84 mila metri cubi per i 270 appartamenti per il personale dell'Aeronautica militare trala centralità Bufalottae il parco delle Sabine, nel IV Municipio; più 50 mila metri cubi per un palazzo di 6 piani con funzioni residenziali, commerciali e terziarie al posto dell'ex deposito Atac piazza Bainsizza a Prati e oltre 96 mila metri cubi per la "riqualificazione" della vecchia Fiera di Roma. Arrivano anche nuove e vecchie compensazioni, che, se approvate, andrebberoa erodere ilgià depauperato Agro romano: più 468 mila metri cubi su14 ettaridi nuovo che si aggiungono a 948 mila metri cubi già previsti su27 ettari, per compensare aree nelle riserve dell'Acquafredda e della Valle dell'Aniene.  "È indecente  -  conclude Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio che ha appena presentato il dossier Roma al metro cubo  -  Basta costruttori re di Roma, a pagare non possono essere ancora una volta i cittadini". La convocazione dell'assemblea è questo pomeriggio dalle 15.30 alle 19.30 ed è possibile che venerdì venga convocata nuovamente per finire le votazioni. Il comitato CARTEINREGOLA, invita  associazioni e comitati a partecipare al presidio in Campidoglio per dire "No a Roma Capitale del cemento".