Si amplia la mobilitazione contro i CIE, OIM regolamentare la detenzione

06/12/2012 di Redazione
Si amplia la mobilitazione contro i CIE, OIM regolamentare la detenzione

L'Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) di Roma ha inviato una lettera ai ministri dell'Interno, degli Esteri e della Giustizia per richiedere un codice di regolamentazione all'interno dei Centri di identificazione ed espulsione. Regole semplici ma purtroppo non ovvie, come ad esempio il permesso per le visite dei familiari, l'assistenza legale e la possibilità di comunicare con l'esterno. Le osservazione dell'Oim sono frutto del lavoro svolto all'interno dei Cie nell'ambito del progetto Praesidium, finanziato dallo stesso Ministero dell'interno. "Sempre più spesso i migranti che hanno terminato il loro periodo di detenzione devono subire un ulteriore lungo e inutile trattenimento a scopi puramente amministrativi. Tale pratica non soltanto ha un impatto negativo sul rispetto dei diritti umani degli migranti, ma allo stesso tempo fa aumentare i costi di mantenimento delle strutture", afferma Josè Angel Oropeza, Direttore dell'Uffcio di Coordinamento OIM per il Mediterraneo. L' OIM auspica che vengano organizzati  incontri interministeriali per esaminare proposte concrete, tra cui: distaccare personale di polizia degli uffici immigrazione presso i maggiori istituti di pena, così da facilitare un collegamento tra le amministrazioni della Giustizia e dell'Interno. Inoltre limitare l'utilizzo dei luoghi di trattenimento informali, come palestre, tensostrutture e simili, dove vengono trattenuti per diversi giorni i migranti appena sbarcati. Per l'Oim, ma non solo, è necessario garantire l'effettiva applicazione della direttiva sui rimpatri, promuovendo la partenza volontaria e cancellando il divieto di reingresso nel caso di collaborazione del migrante nella sua identificazione. In Italia sono attivi 13 Centri di Identificazione ed Espulsione siti in Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia. Le criticità rilevate dall'organizzazione nei Cie, scrive l'Oim nel suo report settimanale, sono varie: dall'ozio forzato a cui sono costretti i migranti e dall'eccessiva vicinanza di ex detenuti condannati per reati di vario genere con immigrati incensurati, alla diversità di trattamento nei centri e alla necessità di ridurre i tempi di trattenimento.