Siria: la Nato si prepara all’attacco contro le armi chimiche

06/12/2012 di Redazione
Siria: la Nato si prepara all’attacco contro le armi chimiche

Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato lancia un monito alla Siria, nel caso  in cui il regime siriano dovesse decidere di usare le armi chimiche di cui è in possesso "la reazione della comunità internazionale sarà immediata". I ministri degli esteri dei 28 alleati, riuniti a Bruxelles, hanno anche deciso di dare il via al dispiegamento dei missili Patriot chiesti da Ankara per difendere la frontiera conla Siria. Intantoin Siria le forze dell'opposizione sono arrivate a sei km da Damasco e il bagno di sangue continua: 123 morti solo nella giornata di martedì. Con l'agghiacciante bombardamento di una scuola in cui hanno perso la vita 28 studenti e un insegnante. La fine del regime di Baschar al Assad "sembra vicina", ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi. E se Damasco decidesse per disperazione, o per allargare il conflitto all'esterno, l'uso dei gas la reazione sarebbe "severa", ha ammonito il suo collega francese Laurent Fabius. Mentre il britannico William Hague ha parlato di possibili "serie conseguenze", sottolineando che Damasco ha sempre negato il possesso di armi chimiche. Una chiara bugia. Tanto che anche Rasmussen ha detto: "sappiamo che hanno i missili" e che hanno "le armi chimiche". Una linea rossa, quella del possibile uso di gas nervino, invalicabile anche perla Russia. Conil ministro degli Esteri Sergei Lavrov che a Bruxelles, dopo l'incontro nell'ambito del Consiglio Nato-Russia, ha avvertito come "l'uso di armi di distruzione di massa avrebbe implicazioni gravi" aggiungendo che la Russia "non accetterebbe alcuna violazione dei trattati internazionali" se la Siria le usasse. Ma Mosca non rinuncia a sostenere politicamente Damasco, tanto che lo stesso Lavrov definisce "rumors" tutte le informazioni sui movimenti registrati in Siria attorno ai depositi di armi chimiche. E quando parla della decisione di fornire i Patriot alla Turchia il ministro esclude qualsiasi opposizione, pur avvertendo che non è il caso di "sopravvalutare" le minacce che possono arrivare dalla Siria. I ministri della Nato dando il via libera al dispiegamento dei Patriot, che saranno forniti - non è stato precisato in quale numero, anche se Ankara ha chiesto dieci batterie - da Stati Uniti, Olanda e Germania, hanno sottolineato che essi avranno funzione "esclusivamente difensiva" e che non saranno usati a sostegno della creazione di una no-fly zone. Per il via libero operativo serviranno le approvazioni parlamentari in Olanda e Germania. Il ministro Westerwelle ha annunciato che il governo sottoporrà la questione al Bundestag già la prossima settimana. Secondo Rasmussen il collocamento effettivo dei Patriot sarà "questione di settimane". Secondo Terzi, anche se aumentano le voci di possibili interventi militari individuali europei, è invece "assolutamente inimmaginabile" qualsiasi iniziativa in questo senso "senza una decisione del Consiglio di sicurezza e senza un quadro di legalità internazionale".