Spar: tutti i numeri del sistema di protezione del 2011/2012

13/12/2012 di Redazione
Spar: tutti i numeri del sistema di protezione del 2011/2012

E' stato presentatoa Milano ilRapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo  (Sprar) curato da Cittalia e presentato da Anci e Ministero dell'Interno, insieme all'assessorato alle politiche sociali del capoluogo lombardo. Nel 2011 è aumentato dell'11 percento il numero di rifugiati e richiedenti asilo accolti presso la rete degli enti locali dello Sprar, in totale 7598. Sono in prevalenza uomini (79,5% del totale) di età compresa tra i 18 e i 35 anni (72%) e provenienti principalmente da Somalia, Afghanistan, Nigeria e Costa d'Avorio. Sono in aumento anche i minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo provenienti da questi paesi, per un totale di 312 minori accolti grazie al potenziamento della rete di accoglienza per questa categoria particolarmente vulnerabile di migranti. Per il biennio 2011/2012, con i fondi straordinari la rete dello Sprar contempla complessivamente 3.979 posti di accoglienza. Infatti, ai 3 mila posti finanziati dal Fnpsa (Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo), per l'anno 2011 vanno aggiunti ulteriori 163 posti in strutture implementate grazie alle risorse Otto per Mille assegnate ad Anci e 816 posti messi a disposizione dalla rete dello Sprar per le misure straordinarie coordinate dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile. In tutto, dunque, 979 posti ''straordinari''. Sono i numeri del sistema Sprar, che con l'emergenza Nord Africa ha risposto a 37.350 asilanti in cerca di protezione nel nostro Paese (il 208 per cento in più rispetto al 2010). Nel 76 per cento dei casi sono state presentate da migranti giunti a seguito delle sommosse e dei conflitti nel Nord Africa. Èil Laziola regione dove sono stati attivati il maggior numero di progetti per adulti con il Fnpsa. Il 26,2 per cento dei 7598 beneficiari (il 10,8 per cento in più rispetto al 2010) è stato nei centri laziali, seguiti nella classifica da quelli della Sicilia (11,3 per cento) e della Puglia (8 per cento). Se si allarga il conteggio anche ai posti attivati con la Protezione civile, la Lombardia arriva al secondo posto, con il 16,3 per cento. Tra gli ospiti del sistema Sprar, sono 5.478 (il 72 per cento) quelli che hanno già in mano una forma di protezione, soprattutto sussidiaria, con validità di tre anni (l'ha avuta il 38 per cento degli ospiti). Il 18 per cento ha visto riconosciuto l'asilo politico mentre il 16 per cento (un aumento di tre punti rispetto allo scorso anno) ha ottenuto un permesso per motivi umanitari. Il trend generale, quindi, registra un miglioramento rispetto al 2004, quando solo il 20 per cento degli ospiti aveva già in mano un documento. Ora la percentuale si è quasi ribaltata: i richiedenti protezione internazionale sono il 20 per cento. "Il rapporto viene pubblicato alla vigilia della cessazione dello stato di emergenza dichiarato nel 2011 - afferma il sindaco di Padova e delegato Anci per l'immigrazione Flavio Zanonato -. La preoccupazione è alta, perché non si conosce il futuro delle circa 18 mila persone che ancora sono in accoglienza nelle strutture della Protezione civile. Si è preoccupati perché la cosiddetta "emergenza Nord Africa" - affrontata in termini di urgenza di posti letto ma senza una programmazione ferma e puntuale degli interventi in favore dei percorsi di integrazione degli accolti - si è ormai irrimediabilmente cronicizzata e rischia di trasformarsi in una reale emergenza sociale con cui i comuni dovranno in qualche misura confrontarsi". "Crediamo sia doveroso trarre insegnamenti dall'esperienza di questo ultimo anno e mezzo - afferma la direttrice del Servizio centrale dello Sprar Daniela Di Capua - Dobbiamo in particolare arrivare a condividere tutti - istituzioni centrale e locali, realtà non governative, enti di tutela, operatrici e operatori sul campo - che l'accoglienza non deve essere mai più improvvisata, sia in termini di attivazione di competenze non specifiche, sia in termini di programmazione, progettazione e acquisizione di linee guida e standard comuni di intervento". "È fondamentale che si faccia tesoro di quanto emerso dal rapporto Sprar e che nel nostro Paese vengano studiati e messi in pratica progetti concreti e coordinati per l'accoglienza, che vadano oltre le misure emergenziali, in modo da stabilizzare i percorsi dei cittadini stranieri che hanno chiesto di accedere allo status di rifugiato in Italia - dichiara l'assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino -. I comuni possono avere un ruolo chiave per quel che riguarda la prima accoglienza e per sollecitare l'individuazione di misure strutturali, basate sulle singole esperienze, che diano risposte concrete al bisogno. Milano, proprio grazie a un'attività di coordinamento, è riuscita nell'estate del2011 afar fronte alle richieste delle tante persone arrivate dal Nordafrica, senza che quest'emergenza si trasformasse in conflitto".