Rifiuti Roma: il dictat di Clini

10/01/2013 di Redazione
 Rifiuti Roma: il dictat di Clini

Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha presentato il 3 gennaio il testo del decreto con cui fissa le misure urgenti da adottare entro i prossimi 60 giorni per risolvere il problema della gestione dei rifiuti di Roma ed evitare la multa dell'Unione europea. "Forzare le tappe sul riciclo e sul recupero di materia e di energia; pieno utilizzo della capacità produttiva degli impianti di trattamento meccanico-biologico (tmb) del Lazio; gestione integrata secondo le direttive europee e le leggi italiane". Sono questi gli elementi al centro del decreto ormai valido dall'8 gennaio. Il ministro "delinea - si legge in una nota diffusa dal ministero dell'Ambiente - le azioni per superare le criticità sui rifiuti di Roma, in attuazione di quanto disposto dalla legge di stabilità. Il decreto, che nomina commissario il prefetto a riposo Goffredo Sottile» impegna le autorità locali preposte alla gestione dei rifiuti In caso di loro inadempienza interverrà il commissario, considerando che la procedura d'infrazione 2011/4021 riguarda in particolare il conferimento in discarica di rifiuti non trattati". Sottile, commissario in carica almeno per i prossimi sei mesi, individuerà in otto giorni quei tmb del Lazio con una capacità autorizzata residua e diffiderà enti locali e imprese titolari degli impianti a trattare i rifiuti di Roma a partire dal 25 gennaio. Entro 15 giorni diffiderà le autorità competenti a provvedere entro il 15 febbraio al completamento delle procedure di autorizzazione dei tmb del Lazio. Scaduto questo termine entro un mese subentrerà in sostituzione con i conseguenti provvedimenti. Altra diffida entro 15 giorni verso le autorità competenti e le imprese a rendere operativo entro il 30 gennaio il Piano per la raccolta differenziata a Roma predisposto da Ama e Conai, salvo intervento sostitutivo entro i successivi trenta giorni. Sottile entro 15 giorni diffiderà autorità competenti e imprese titolari degli interventi o degli impianti ad adottare entro il 30 gennaio le misure necessarie per favorire il recupero energetico dei rifiuti, salvo intervento sostitutivo in caso di inadempimento. Sottile, inoltre, se necessario individuerà aree per la localizzazione e l'autorizzazione di tmb e discariche e in caso di rilevata insufficienza di capacità impiantistica di trattamento, riferirà a Clini per l'attivazione urgente di procedure di trasferimento dei rifiuti fuori del Lazio. Il commissario riferirà mensilmente a Clini con un rapporto e potrà anche chiedere un sostegno ai carabinieri del Noe. "Se il ministro Clini pensa di utilizzare la discarica di Colleferro, annuncia il sindaco Mario Cacciotti, ha commesso un imperdonabile errore. Colleferro e la valle del Sacco hanno già dato e non intendono diventare la discarica del Lazio. Faremo le barricate per scongiurare l'eventualità prospettata dal ministro. Il problema dei rifiuti non può e non deve essere risolto trasformando la provincia nella pattumiera di Roma". Anche da Albano la replica non è dolce. «Siamo pronti anche alle barricate, dichiara Daniele Castri, referente legale del coordinamento No Inc - Gli stessi tecnici del ministero dell'Ambiente hanno spiegato al sindaco Alemanno che l'inceneritore non si potrà costruire nei pochi mesi necessari a scongiurare l'ennesima, ipotetica emergenza rifiuti nella Capitale".  E da Frosinone?  "Hanno fatto la somma delle capacità degli impianti del Lazio e in provincia di Frosinone dovrà arrivare il 30% dei rifiuti di Roma", tuona il presidente della Provincia di Frosinone, Antonello Iannarilli. A Latina, il sindaco Giovanni Di Giorgi, è pronto a bloccare la discarica di Borgo Montello. "Clini non ci ha convinti: non consentiremo che i rifiuti della capitale vengano riversati sulla nostra discarica, continueremo la nostra azione con ogni mezzo, compreso l'eventuale blocco"anticipa. "Il decreto prevede la distribuzione dei rifiuti di Roma in tutte la regione? Vorrà dire che sarò un fuorilegge, opponendomi in tutto e per tutto all'arrivo dell'immondizia sul nostro territorio"sbotta il sindaco di Viterbo, Giulio Marini. "Troppe domande restano irrisolte: la viabilità può reggere il carico? E i residui che fine fanno?", conclude Marini.

Leggi il decreto