Allarme cemento per la “Piccola Palocco”

31/01/2013 di Redazione
Allarme cemento per la “Piccola Palocco”

In gergo si chiamano compensazioni urbanistiche: significa che il comune  acquisisce alcune aree da destinare a servizi pubblici, cedendo ai privati, in cambio, una certa quantità di terreno edificabile in altre zone. È il caso del Programma di Trasformazione Urbanistica denominato «Piccola Palocco», frutto dello scambio con aree di Casal Giudeo e Ponte Fusano. Si tratta di oltre 150mila metri quadrati spalmati su15 ettari, palazzine di 4-5 piani per poco più di 1500 nuovi abitanti, che nasceranno a ridosso dei quartieri residenziali di Axa e Casalpalocco. Zona (oggi) verde, piena di pini, situata tra via dei Pescatori e via Stesicoro: tecnicamente, secondo il Piano Regolatore capitolino, area destinata a «verde privato attrezzato», su cui la percentuale di cemento deve essere minima. L'escamotage delle compensazioni però trasforma ciò che aveva minor impatto ambientale e lo moltiplica. E per interi quartieri è scattata la rivolta. «L'area è già super-urbanizzata - spiegano Vittorio Salvatore e Franco Trane, dei comitati di quartiere Axa Sicura e Palocco - portare in questa ultima zona verde ulteriori palazzine, significherebbe il collasso sia dal punto di vista delle fognature che della viabilità». I comitati anti-cementificazione, annuncia Leandro Aglieri di Rinnovamento Palocco, sono già pronti a ogni azione per bloccare le ruspe, anche una catena umana a protezione dell'area verde. A rischio anche l'Infernetto, area urbana del XIII dove morì, nell'alluvione del 20 ottobre 2011, il giovane papà cingalese Saranga Perera, affogato nella sua casa-scantinato. Lì dovrebbero sbarcare 200mila metri cubi. Circa 700 appartamenti, oltre duemila abitanti in più, per un progetto edilizio a firma di Parsitalia, gruppo riconducibile alla famiglia di costruttori romani Parnasi. Anche qui si è usata la formula delle compensazioni, volumetrie giunte da Monte Arsiccio e Tor Marancia. In questo caso il via libera lo ha dato il consiglio del XIII Municipio di Roma a novembre 2010: costruzioni sì, ma in cambio di opere pubbliche fondamentali. In primis un sottopasso pedonale sulla Colombo, più viabilità aggiuntiva e quattro scuole. Lo scorso dicembre però i costruttori, con la superficie edificabile diminuita, perché da cedere per servizi pubblici di livello urbano all'amministrazione capitolina, hanno ridotto la loro quota di opere pubbliche. Niente sottopasso, complanari sulla Colombo e scuole. «Vorremmo conoscere i dettagli delle nuove edificazioni, - spiega Giosuè Mirizio del locale comitato Infernetto Sicuro - senza strade o fognature, qui si rischia di paralizzare l'area». «Avevamo approvato il progetto con altre finalità, ora dovrà essere rivalutato per non far arrivare cemento senza opere utili ai cittadini», sottolinea Pierfrancesco Marchesi, consigliere Pdl del XIII.