Arsenico, ora scattano le multe

31/01/2013 di Redazione
 Arsenico, ora scattano le multe

Proseguono i controlli della Asl per monitorare la qualità dell'acqua della Tuscia. Risultati positivi, spiega Danilo De Santis, dirigente del servizio Igiene pubblica e alimenti, per le "casette", in cui sono rispettati sia i limiti per l'arsenico sia quelli per i fluoruri. A breve, poi, partiranno i nuovi campionamenti negli acquedotti dei comuni in cui i valori del metallo pesante a fine anno erano compresi tra i 10 e i 20 microgrammi per litro. Dove le analisi verificheranno limiti fuori norma partiranno le sanzioni, poiché la deroga è scaduta da quasi un mese. Multe ai sindaci che gestiscono in proprio il servizio, ovvero a Talete se è la spa ad averli in carico.Se molti sindaci sono inadempienti, ben più coscienziosi si stanno invece dimostrando gli esercenti di bar, ristoranti, agriturismo e forni. «Anche qui le verifiche sono continue. Andiamo a controllare - spiega De Santis - la validità delle procedure di autocontrollo di ogni locale. Per coloro che utilizzano acqua non conforme, scatta la sanzione di 13mila euro. Ma finora non abbiamo multato nessuno». In regola anche il carcere di Mammagialla, dove le cucine sono dotate di dearsenificatore e defluorizzatore.  E gli ospedali? «Belcolle - continua il dirigente - ha un valore di ingresso di 9 microgrammi per litro, quindi l'acqua è potabile. Non così alla Cittadella, dove siamo intorno ai 20, tanto che abbiamo fornito i distributori di acqua. Tra i 20 e i 50 microgrammi si attestano l'Andosilla di Civita Castellana, insieme ai nosocomi di Tarquinia e Ronciglione». Ma per Angelo Cecconi, procuratore del Tribunale dei diritti del malato a Belcolle, occorre essere più chiari «se l'acqua è potabile o no in ospedale, va detto. Perché al momento c'è grossa confusione tra utenti e lavoratori». Infine, le fontane e i nasoni sparsi a Viterbo e in tutta la provincia: ebbene, l'assenza di cartelli o indicazioni non significa che ci si possa bere. Tanto che la Asl fa sapere che invierà una nota ai comuni e ai gestori degli acquedotti (Talete in primis) per ricordare che se l'acqua non è potabile va segnalato. «Non tutte le fontane pubbliche hanno di questi problemi ma - conclude De Santis - in quelle che erogano acqua fuori norma bisogna indicarlo espressamente»