Emergenza Nord Africa: i rischi della proroga

10/01/2013 di Redazione
  Emergenza Nord Africa: i rischi della proroga

L'emergenza Nord Africa non è finita, è stata prorogata per altri due mesi, fino al 28 febbraio. Nessuna nuova prospettiva e le diarie destinate al mantenimento dei richiedenti asilo sono scese da 46 a 35 euro pro capite. Cresce così il rischio di vedere gli ospiti dormire alla meglio, rigettati da quelle strutture preposte all'accoglienza e dagli alberghi che potrebbero non accettare le nuove ristrettezze economiche. E con il rischio da non sottovalutare di serie rivolte. Questa la condizione denunciata nei giorni scorsi in un comunicato stampa diffuso dalla Caritas Ambrosiana: "Si rischia di lasciare per strada prima della fine dell'inverno proprio i soggetti più deboli, tra i quali anche donne con bambini che difficilmente potranno trovare soluzioni autonome. Usciti dai centri di accoglienza, i soggetti più fragili chiederanno aiuto alle Caritas e ai Comuni, appesantendo così il carico sostenuto da un welfare locale già costretto a rispondere a bisogni crescenti con sempre meno risorse".La Caritas Ambrosianachiede che lo stato di emergenza sia prorogato almeno fino al 31 marzo, anche se "un mese in più non consentirà certo di dare nemmeno lontanamente risposta alla domanda di futuro espressa da questi migranti ma potrà almeno evitare loro di affrontare difficoltà superiori alle proprie forze e di sovraccaricare una rete di aiuti già parecchio appesantita dai tagli al welfare e da una crisi economica che non allenta la presa". L'associazione diocesana ha finora accolto circa 200 profughi su 3.600 presenti nella sola Lombardia, provenienti dall'Africa sub-sahariana, in particolare da Nigeria, Mali, Costa D'Avorio, Ghana e Somalia.  Un'accoglienza quasi totalmente coperta grazie allo sforzo dei volontari ma che ora rischia di ridimensionarsi per colpa della nuova fase di gestione che vede il passaggio di testimone dalla Protezione Civile al ministero degli Interni. "Questa nuova fase prevederà solo interventi per la sopravvivenza - continua il comunicato - rischiando di interrompere la continuità dei percorsi di integrazione intrapresi dagli ospiti grazie ai corsi professionali, ai tirocini, all'accompagnamento sociale e alla mediazione legale, tutti servizi offerti fino ad oggi". "L'approssimarsi della scadenza - conclude la Caritas - crea tra gli ospiti dei centri una comprensibile tensione alimentata anche da informazioni scorrette. In alcuni casi tale situazione potrebbe degenerare in aperte rivolte che, inevitabilmente, comprometterebbero il buon lavoro fatto fin qui".