“Le scuole di Roma non si buttano”: i genitori si ribellano contro il degrado

31/01/2013 di Redazione
 “Le scuole di Roma non si buttano”: i genitori si ribellano contro il degrado

Cedimenti di pilastri e solai, infiltrazioni e allagamenti, aule o addirittura interi edifici inagibili per problemi strutturali. Le scuole di Roma cadono a pezzi e non metaforicamente. Considerando solo nidi, asili, elementari e medie, di competenza comunale, sono 33 le richieste di fondi per lavori in "somma urgenza" arrivate al Campidoglio, ma ancora inevase. Per chiedere la messa in sicurezza degli edifici scolastici, oltre a un maggior numero di insegnanti di sostegno e AEC per i bimbi disabili, insegnanti e genitori scendono in piazza gridando lo slogan "le scuole di Roma non si buttano". Ieri è stata la volta delle scuole del Municipio IV e del Centro storico: "Chiediamo più risorse -  racconta Marzia Maccaroni, rappresentante d'istituto  -  per la manutenzione delle scuole e per l'istruzione pubblica in generale, e con il nostro corteo prepareremo la strada alla manifestazione nazionale del 2 febbraio". I gravi problemi di oggi sono "il frutto dei mancati investimenti nella manutenzione ordinaria da parte dell'amministrazione Alemanno negli ultimi due anni" dichiara il vicepresidente della Commissione scuola, Paolo Masini. "Nel2011, asopperire ai mancati investimenti comunali, sono stati i fondi del Cipe (circa 8 milioni di euro), mentre nel 2012 il Campidoglio ha stanziato solo 700mila euro: una cifra del tutto insufficiente". La mappa delle emergenze va dal Centro storico alle periferie. Dal 30 novembre scorso un'ala dell'ultimo piano della scuola elementare Trento e Trieste di via dei Giubbonari (Campo de'Fiori), che ospita anche una materna comunale, è stata chiusa e dichiarata inagibile per problemi strutturali ai solai. Quattro classi della scuola sono state trasferite alla Cadlolo di via dei Coronari, con grossi disagi per le famiglie, che chiedono ora al Comune uno stanziamento per i lavori: occorrerebbero 500mila euro, per i quali però non ci sono fondi ordinari. L'elementare Sciascia di via Lupatelli (XV Municipio) è stata dichiarata inagibile dalla Commissione stabili pericolanti del Comune, dopo che nel settembre scorso un pilastro ha ceduto con la conseguente evacuazione dell'edificio da parte dei vigili del fuoco. I genitori hanno chiesto al sindaco Gianni Alemanno di stanziare i fondi necessari per la ristrutturazione o per la demolizione e ricostruzione della scuola. "Da una prima stima sembrerebbe siano necessari 2 milioni di euro  -  ha dichiarato Federico Rocca, vicepresidente della Commissione lavori pubblici capitolina  -  Per ora c'è stato nell'ultimo bilancio un primo stanziamento di 217 mila euro, ma ovviamente non è sufficiente". Alla primaria Centroni di Morena le infiltrazioni d'acqua hanno raggiunto il quadro elettrico. Per completare i lavori ci vorrebbero 250mila euro. "L'emergenza è reale - spiega Alfredo Capuano, delegato alla scuola del municipio  -  lo ha detto anche l'Asl, avvertendoci che se non si interverrà urgentemente la scuola potrebbe essere chiusa". Invece nella succursale di via di Casalotti 87b, che ospita una media e una materna, la mensa, due laboratori e un'aula sono già stati chiusi dai vigili del fuoco per un distacco del pavimento. Ma anche le terrazze sono da coibentare per evitare infiltrazioni che, con le ultime piogge, hanno causato veri e propri allagamenti. Nella sede centrale dell'ic di via Ormea il problema è l'eternit: "Dai locali superiori - denunciano i genitori - dove sono installati vecchi serbatoi d'acqua in eternit fuoriesce una perdita che si riversa al pian terreno: ora è stata tamponata, ma l'area non è stata bonificata. Chiediamo che i serbatoi vengano portati via o incapsulati". Il consigliere comunale Antonio Stampete (Pd) poco più di una settimana fa ha presentato un'interrogazione urgente al sindaco chiedendo quali provvedimenti intenda prendere per la bonifica dell'edificio.