Metro B1, acqua per terra e rumori: le nuove stazioni sembrano già vecchie

17/01/2013 di Redazione
Metro B1, acqua per terra e rumori: le nuove stazioni sembrano già vecchie

Non ci sono solo i blocchi della linea B e B1 ad agitare la protesta dei romani: adesso arrivano le lamentele per la qualità dei lavori, come è emerso la settimana scorsa durante il consiglio straordinario sulla mobilità del II municipio. Scale mobili che cigolano e assordano chi abita nei pressi della stazione Libia della B1; il pavimento di quella in piazza Annibaliano che con la pioggia diventa estremamente scivoloso. «Sono residente in piazza Palombara Sabina al primo piano - racconta Andrea Arquilla, studente di giurisprudenza - per chi ci abita è diventato terribile il cigolio delle scale mobili: ogni tanto una delle rampe emette un suono fastidiosissimo, che arriva dentro le case. Ci vogliono sempre cinque o sei giorni prima che la vengano a riparare. Io non riesco a studiare e la sera il cigolio diventa più pesante: vivo con dei coinquilini, uno si è trasferito perché non ce la faceva più». Quando piove, invece, il pavimento della stazione Annibaliano diventa scivoloso. Vi è più di una testimonianza di persone cadute: «Non sembrano stazioni moderne - racconta Matteo, un tecnico specializzato - sembrano costruite negli anni Cinquanta». Ma anche a Conca d'Oro il pavimento è molto scivoloso. Seppure al coperto le pozzanghere costringono a continui zigzag. Alcune lamine sono state tolte dal soffitto, che resta così scoperto in molti punti. Buchi di quasi un metro da cui filtra acqua che cade sul pavimento, il tutto a pochi passi dagli ascensori. E così giovedì scorso nel consiglio straordinario, dove si è parlato alla presenza dell' assessore Antonello Aurigemma delle vibrazioni alle quali sono soggetti alcuni palazzi di viale Libia, non si sa se per colpa dei bus o del metrò, il capogruppo del Pd Giuseppe Gerace ha polemizzato: «Possibile che l'amministrazione comunale e municipale non riescono nel2013 adare un servizio dignitoso? Così si scoraggia l'uso del mezzo pubblico».