Con l’acqua pubblica Parigi risparmia 35 milioni di euro all’anno

17/01/2013 di Redazione
Con l’acqua pubblica Parigi risparmia 35 milioni di euro all’anno

Da quando la capitale francese è passata a una gestione totalmente pubblica della rete idrica la bolletta dell'acqua si è abbassata dell'8 per cento e sono stati risparmiati 35 milioni di euro l'anno. Lo dimostrano i conti di Eau de Paris, l'ente pubblico che dal primo gennaio2010 harilevato dalle due multinazionali Veolià e Suez la gestione della rete idrica di Parigi, per volere del sindaco socialista Bertrand Delanoë che ha fatto della ripubblicizzazione dell'acqua uno dei suoi cavalli di battaglia nella campagna elettorale del 2008. Per Anne Le Strat, presidente di Eau de Paris, la ricetta è semplice: risparmiare assumendo la gestione diretta di tutti i servizi, dalla captazione fino alla fatturazione (mentre prima la stessa acqua poteva cambiare anche dieci volte gestore prima di arrivare al rubinetto); eliminare l'obbligo di remunerare gli azionisti, in più godendo di vantaggi fiscali legati agli enti pubblici. A partire dal 1985 (e per volontà dell'allora sindaco Jacques Chirac) i due colossi Suez e Veolià si erano infatti divisi la gestione della rete idrica parigina assumendo il controllo, rispettivamente, della rive gauche e della rive droite. «Gli utenti parigini - ha commentato Le Strat - si sono trovati di fronte a una non scelta, mentre i gestori avevano una rendita garantita da contratti di concessione di 20-25 anni spesso rinnovati senza concorrenza». D'altronde, come spiega Le Strat, un ente di diritto pubblico può andare incontro al libero mercato anche meglio di un gestore privato. I lavori di manutenzione o le opere di canalizzazione, ad esempio, vengono affidate da Eau de Paris a ditte private tramite appalti pubblici, cosa che di fatto favorisce la concorrenza e il risparmio. Veolià e Suez invece affidavano quasi sempre questi lavori a delle società controllate, senza concorrenza e con fatture più salate. Quello di Parigi è dunque un esempio emblematico che dovrebbe far riflettere l'Italia, dove invece le stesse Suez e Veolià si dividono da Nord a Sud fette cospicue del nostro mercato idrico.