Sindrome di down e cittadinanza italiana: i buchi neri della legge

31/01/2013 di Redazione
Sindrome di down e cittadinanza italiana: i buchi neri della legge

Cristian è nato e cresciuto a Roma, ha compiuto18 anni  il 25 novembre e non può diventare cittadino italiano. Ha la sindrome di Down. Com'è possibile? "La prima volta me l'hanno spiegato all'anagrafe in maniera brusca, racconta Gloria Ramos, mamma di Cristian, 'Non si faccia illusioni', mi ha detto sgarbata una signora allo sportello, 'non lo stabilisco io, ma la legge'. Mi ha tagliato le gambe: ho cresciuto da sola questo ragazzo convinta che a 18 anni avrebbe preso un documento, un'identità. In Colombia, il mio Paese d'origine, non sanno neanche che è nato, in Italia non lo vogliono. Che ne sarà di lui?". Alla signora Ramos l'hanno comunicato a voce, una seconda volta anche in prefettura: "C'è un buco legale, hanno ammesso". I ragazzi come suo figlio, le hanno spiegato, sono considerati incapaci di prestare giuramento, passaggio finale e indispensabile per diventare italiano. E gli unici che hanno accettato di occuparsi del caso sono gli operatori del "Telefono D" dell'Associazione italiana persone Down. Pensare che Cristian sarebbe stato italiano se il padre l'avesse riconosciuto: "Ma quando ha saputo che era malato m'ha detto, in romanesco, che ti tieni a fa sta croce, mettilo in istituto… Io mi sono dedicata ancora di più a mio figlio. Fa sport, suona, è diventato un ragazzo socievole, aperto, presente, conosce la differenza tra il buono e il cattivo. Ma non può prendere la cittadinanza… ". L'esperto legale del portale Stranieri in Italia l'ha spiegato bene a una mamma albanese con lo stesso problema di Gloria: "L'incapacità legata ad un qualsiasi tipo di patologia mentale che limita la capacità di intendere e di volere fa sì che lo straniero non sia idoneo ad accedere alla cittadinanza poichè non può essere considerato capace di manifestare autonomamente la propria volontà e desiderio di diventare cittadino italiano". Sembra incredibile, eppure l'avvocato Gaetano De Luca, legale della Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha), lo legge in un decreto del ministero dell'Interno datato maggio2011 incui si respinge la richiesta di cittadinanza di un disabile: "…la condizione di incapacità di intendere e di volere di un soggetto comporta l'inidoneità dello stesso a formulare una consapevole manifestazione di volontà diretta all'acquisto della cittadinanza". Ricorso al Tar, in attesa di risposta: "E' profondamente ingiusto - dice -. Ed è anche controla legge. L'Italia ha ratificatola Convenzione Onuper i diritti delle persone con disabilità che all'articolo 18 stabilisce: il diritto alla cittadinanza non può essere negato per motivi legati alla disabilità". Dal Viminale fanno sapere che la questione è arrivata fino al ministro Anna Maria Cancellieri, che è rimasta molto colpita da queste storie e ha promesso di approfondirle per trovare una soluzione.