Siria: continua la guerra civile, nuovi bombardamenti

10/01/2013 di Redazione
Siria: continua la guerra civile, nuovi bombardamenti

Tra la fine di novembre e quella di dicembre, il regime di Assad fu persuaso dalla comunità internazionale, con la cooperazione anche di Russia e Iraq, a fermare la preparazione di bombe chimiche. Ancora oggi però le preoccupazioni in tutto il mondo occidentale restano. Citando fonti del Pentagono, il New York Times non esclude l'uso di armi chimiche da parte di Damasco, sottolineando come attacchi del genere siano difficili da scoprire, anche dopo che sono avvenuti. Truppe siriane infatti - spiegano le fonti al quotidiano - potrebbero impiegare tali micidiali armi in piccoli villaggi o in alcune aree delle città, e ci potrebbero volere mesi per scoprirlo. Nel frattempo diversi profughi siriani ospitati nel campo di Zataari, in Giordania, sono rimasti feriti in scontri con le forze di sicurezza giordane mentre protestavano per le difficili condizioni di vita. Gli incidenti sono avvenuti dopo che il maltempo ha colpito il campo, dove vivono 42.000 persone, con forti piogge e freddo intenso, ha detto un attivista, Marwan al Hariri. Dapprima alcuni profughi si sono scontrati con il personale che distribuiva cibo e coperte. "Poi la polizia ha chiesto al personale civile di allontanarsi e ha chiuso gli ingressi al campo, ci sono stati incidenti ma la situazione è stata riportata sotto controllo", racconta un testimone. Fonti delle forze di sicurezza giordane hanno confermato gli scontri ma hanno detto che la calma è tornata nel campo, che ospita in maggioranza donne e bambini. Quello di ieri è soltanto l'ultimo di una serie di episodi analoghi che hanno visto i rifugiati protestare per le precarie condizioni di vita e chiedere di essere trasferiti dalle tende in alloggi più idonei per resistere ai rigori dell'inverno. Responsabili dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr) hanno detto oggi che un secondo campo verrà aperto in Giordania entro due settimane. Le autorità di Amman hanno chiesto maggiori aiuti internazionali per far fronte alla crisi che ha visto finora non meno di 140.000 profughi siriani entrare in Giordania. Assad ha annunciato negli scorsi giorni un piano di pace promettendo una conferenza di riconciliazione nazionale ma escludendo il dialogo "con le marionette dell'Occidente", cioè con i gruppi armati sostenuti dagli occidentali e dalle monarchie del Golfo Persico. Nel discorso tenuto all'Opera di Damasco davanti ad un'ampia platea di sostenitori e trasmesso dalla televisione pubblica, Assad ha accusato i ribelli di essere "terroristi" e "criminali" legati ad al-Qaeda ma ha poi illustrato il suo piano di pace scandito da diverse tappe e aperto a ''partiti e individui che non vendono il loro Paese agli stranieri''.