Siria: tra fuoco e neve

31/01/2013 di Redazione
Siria: tra fuoco e neve

Nessuna novità positiva per la guerra civile in Siria. In rete circola il video di una serie di corpi, circa cinquanta, coperti di fango sulla riva del fiume Queiq, nel quartiere di Aleppo controllato dai ribelli di Bustan al-Qasr. I corpi mostrano ferite d'arma da fuoco alla testa, le mani legate e insanguinate, alcuni appaiono anche molto giovani. Il fiume Queiq nasce in Turchia e arriva nel quartiere di Aleppo dopo aver attraversato quartieri controllati dal governo. La Reuters, che riporta la notizia, avverte anche di non aver potuto verificare la veridicità del video. Entrambe le parti in guerra, governo e ribelli, sono state accusate dalle organizzazioni umanitarie di aver condotto esecuzioni sommarie nel corso dei quasi due anni di guerra in cui sono morte oltre 60mila persone. Ad Aleppo gli scontri sono ancora in corso e la città è divisa in due. Intanto i rifugiati aumentano e l'UNHCR riferisce che le rigide temperature invernali stanno aggravando la condizione di miseria dei rifugiati, aumentando i casi di polmonite e altre infezioni delle vie respiratorie registrati negli ospedali di Libano e Giordania. Un numero stimato di 670.000 persone si è rifugiato nei paesi confinanti sin dall'inizio della crisi nel marzo del 2011. Nelle ultime settimane, con l'intensificarsi dei bombardamenti e degli scontri armati, si è assistito ad un netto aumento del numero delle persone in fuga. Francis Lacasse, responsabile della gestione della risposta di Oxfam, organizzazione umanitaria, alla crisi siriana, ha riferito: "Numerose famiglie sono giunte esauste e traumatizzate. Alcune hanno affrontato bombardamenti e combattimenti per arrivare fin qui. Adesso stanno cercando di resistere a uno degli inverni più rigidi degli ultimi due decenni, senza quasi nulla. Insieme alle organizzazioni locali, Oxfam, , sta cercando di aiutarli, ma si potrebbe fare molto di più, se ci fossero più fondi". A dicembre, l'ONU ha calcolato che a giugno i rifugiati siriani saranno più di 1.1 milioni. Ma purtroppo, le previsioni attuali stimano che questo numero verrà raggiunto molto prima a causa del rapido deteriorarsi delle condizioni di sicurezza. Inoltre, non tutti i rifugiati si registrano alla UNHCR, il che significa che il numero complessivo potrebbe essere molto più alto. Se si pensa che nel maggio 2012 i rifugiati erano in totale circa 70mila, i numeri di oggi registrano incrementi vertiginosi In questi giorni piogge intense e tempeste di neve hanno fatto precipitare le temperature sotto lo zero. Molti patiscono il freddo all'interno di strutture di fortuna, come garage, capanni, palazzi ancora in costruzione e tende auto-allestiste in insediamenti improvvisati. Molti dei ripari che si trovano in Libano si sono allagati, costringendo così le famiglie a spostarsi. Inoltre la neve ha bloccato le strade, rendendo molte aree inaccessibili e interrompendo la distribuzione degli aiuti. In Giordania, nel campo di Zaatari, dove sono collocati circa 60mila rifugiati, le tende sono crollate o allagate a causa del vento e delle precipitazioni Oxfam ha riferito che la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. Le Nazioni Unite calcolano infatti che 4 milioni di persone - circa un quinto della popolazione siriana prima della crisi - hanno bisogno di assistenza umanitaria in Siria. Anche coloro che ancora hanno un'abitazione stanno soffrendo il freddo, poiché spesso non riescono a riscaldare le proprie case a causa della mancanza di combustibile ed elettricità. Molti tra gli sfollati vivono in rifugi, senza vestiti invernali o coperte. Attualmente Oxfam sta lavorando sia in Libano che in Giordania, nel tentativo di ottenere attraverso l'ONU e i canali ufficiali l'accesso alle persone bisognose in Siria, e sta inoltre negoziando con le organizzazioni siriane per distribuire gli aiuti umanitari di cui c'è più urgente bisogno. Oxfam sta pianificando un programma di assistenza per 120mila persone in Libano e Giordania. Le persone che vogliono rispondere all'appello di Oxfam con una donazione possono chiamare il numero  verde 800.99.13.99, oppure connettersi al sito di Oxfam, nella parte dedicata alle donazioni. 

- 30 € costano le coperte per due famiglie, sufficienti a tenere i bambini al caldo di notte;
- 64 € costano gli abiti invernali per un'intera famiglia;
- 88 € costano i materassi per ben quattro famiglie, alternativa al gelo dei paviment