Siria: tra realtà e indiscrezioni una guerra senza soluzioni

17/01/2013 di Redazione
Siria: tra realtà e indiscrezioni una guerra senza soluzioni

Continua ad essere drammatica la situazione siriana. Si susseguono le esplosioni e nuovo bersaglio è stato l'ateneo universitario della città. Le vittime accertate sono 82 e i feriti almeno 160. "Il bilancio dell'attentato Terroristico che ha colpito i nostri studenti nel primo giorno di esami è al momento di 82 martiri e oltre 160 feriti", ha detto il governatore della provincia, Mohammad Wahid Akkad. L'Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione dell'opposizione in esilio con sede in Gran Bretagna, ha notizia di 52 morti e decine di feriti. Il fronte che fa capo al presidente Bashar Al Assad e quello dei ribelli si accusano a vicenda di questa ennesima strage. L'ateneo si trova nella zona occidentale della città ed è sotto il controllo delle forze siriane. Secondo la televisione di Stato due razzi hanno colpito l'edificio, uccidendo diversi studenti: la responsabilità dell'attacco viene attribuita ai ribelli. E l'agenzia Sana ha messo in risalto che l'attacco è stato compiuto nel primo giorno di una sessione di esami, ma che nell'ateneo sono ospitati anche rifugiati che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni a causa dei combattimenti. L'Osservatorio per i diritti umani, che può contare su un network di attivisti molto diffuso nel Paese, ha dal canto suo riferito che le esplosioni si sono verificate nell'area tra i dormitori studenteschi e la facoltà di Architettura. Non è chiaro però, ha riferito, se si sia trattato di bombe o altro. Su twitter invece alcuni post accusano esplicitamente le forze del regime. Intanto il Dipartimento di Stato degli Usa avrebbe provato che l'esercito siriano ha usato gas velenoso e armi chimiche contro la sua stessa popolazione, durante un attacco del 23 dicembre, a Homs. A riportare la notizia è Foreign Policy, ma l'ipotesi è stata per ora smentita da Washington. E' stato il portavoce del National Security Council della Casa Bianca, Tommy Vietor, a precisare: "Se fosse vero,  il regime di Assad verrà considerato responsabile: ma per ora si tratta soltanto di indiscrezioni, che non corrispondono alla verità che conosciamo".