Ciociaria, dopo il terremoto riaprono le scuole ma l’acqua non è ancora potabile

21/02/2013 di Redazione
 Ciociaria, dopo il terremoto riaprono le scuole ma l’acqua non è ancora potabile

La Ciociaria cerca di tornare alla normalità dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.8 registratasi sabato sera nel frusinate, con epicentro a Sora e Isola Liri. Le scuole sono state riaperte, ma continuano i disagi, soprattutto per quanto riguarda l'acqua potabile. Dai rubinetti esce ancora acqua torbida, come conferma il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani: ''Nella nostra città resta l'emergenza idrica perché continua a uscire acqua di colore scuro. Stiamo cercando di fronteggiare la situazione con alcune autobotti''. In difficoltà anche le popolazioni di Sora e dei comuni del comprensorio per il divieto dell'uso dell'acqua dopo la comunicazione di Acea Ato5, l'azienda che gestisce il sistema idrico integrato in Ciociaria: l'acqua impura può essere utilizzata solo per i servizi igienici. In totale circa 200.000 cittadini devono quindi provvedere a rifornirsi attraverso le autobotti: quattro a Frosinone, una a Sora, una a Isola Liri e una a Castelliri. Il bilancio dei danni è piuttosto pesante: alcune abitazioni sgomberate, dieci sfollati, mancanza di acqua potabile, migliaia fuori casa durante la notte, quattro chiese inagibili (ma ne restano da controllare ancora una decina). E una vittima: una donna di 63 anni, residente a Isola Liri, morta subito dopo il sisma per un infarto, forse in seguito al grande spavento. In migliaia in tutto il sorano hanno trascorso la notte all'addiaccio. Alcune centinaia di persone si sono rifugiate nelle due tensostrutture allestite nei campi sportivi di Sora, dove sono stati forniti pasti caldi.