Il cemento famelico

14/02/2013 di Redazione
Il cemento famelico

Si è tenuto presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università LaSapienza, il5 febbraio una giornata di studio su"Il consumo di suolo: lo stato, le cause e gli impatti". Un'autorevole conferma dei dati sulla devastante dimensione  della  sottrazioni di suolo alla naturalità, senza contare le altre forme di land grabbing.  Quando tutela del paesaggio e urbanistica non s'incontrano. Otto metri quadrati al secondo, per ciascun secondo degli ultimi cinque anni: questo il ritmo del forsennato consumo di suolo che sta consumando l'Italia. Denunce che si aggiungono ormai quotidianamente a quelle di associazioni, comitati mentre in campagna elettorale c'è chi torna a parlare di condoni evidentemente sempre in canna.  Una normativa deficitaria e barcollante, dove i divoratori di suolo si insediano. Manca però qualcosa in questa raffigurazione della situazione, perché proprio a tutela del suolo ed anche del paesaggio dopo la istituzione delle regioni furono prima previsti con la legge 183 i distretti idrografici e poi con la legge sui parchi che affidò ai nuovi soggetti istituzionali la competenza anche sul paesaggio (recentemente tolta) mentre la legge sul suolo è finita nelle spire e non è ancora tornata a regime neppure con le disposizioni comunitarie. Se vogliamo finalmente uscirne dobbiamo riuscire a rilanciare politiche di governo del territorio in grado di mettere davvero in rete con stato, regioni ed enti locali  quei soggetti e strumenti che erano stati preposti con legge proprio a politiche di programmazione di cui non resta più traccia