India, donne sottoposte a isterectomie, non per bisogno

07/02/2013 di Redazione
India, donne sottoposte a isterectomie, non per bisogno

Lei si chiama Sunita, ha 25 anni e vive in un piccolo villaggio del Rajasthan, nel nord-ovest dell'India. E' Jill McGivering, della Bbc ad intervistarla, sul tema isterectomie, interventi sull'apparato genitale femminile. Sunita era andata in una clinica per un forte sanguinamento avuto durante le mestruazioni: "Tutto è stato deciso e completato in un solo giorno: dopo un'ecografia,  il dottore mi aveva preannunciato il rischio dello sviluppo di un cancro". Sunita spiega come fosse stata riluttante, preferendo prima informare e discutere con il suo primo marito: "Ma il medico mi ha quasi costretto ad operarmi immediatamente, spiegandomi come l'intervento fosse urgente. Non ho avuto altra scelta che fidarmi di lui", ha concluso. E purtroppo il suo caso non è isolato, infatti, nel suo villaggio, circa il 90% delle ragazze sono state sottoposte a questa tortura. Tra l'altro non sono interventi gratuiti, infatti, molte famiglie sono costrettea vendere illoro bestiame ed altri beni per trovare denaro per queste operazioni. Dopo l'operazione, molte donne continuano da mesi a soffrire di dolori mestruali, infezioni della vescica e mal di schiena. Il giornalista della BBC ha così deciso di cercare la clinica dove le donne del villaggio erano state operate. "Quando sono arrivato un medico si trovava nel bel mezzo di una scansione ad ultrasuoni. Di fronte alle mie domande, ha scosso la testa e sorriso, dicendomi che si trattava soltanto di bugie". Quando il reporter ha chiesto come facessero a diagnosticare un cancro solo attraverso una scansione ad ultrasuoni, il medico risponde che in effetti a volte non vengono eseguite nemmeno biopsie per accertarsi della malattia prima degli interventi. Una volta rimosso l'utero non è più possibile dimostrare l'inutilità dell'operazione. "Eppure, spiega il reporter della Bbc, era chiaro che ci fosse qualcosa di strano". Basta analizzare le statistiche: diversi sono gli stati indiani, oltre allo stesso Rajasthan, anche Bihar, Chhattisgarh e Andhra Pradesh, che spiegano come un numero troppo elevato di donne siano sottoposte alle operazioni. Ma non è facile confrontare i tassi di isterectomie realizzati in India con quelli di altri paesi. Uno studio condotto in Andhra Pradesh ha concluso come l'operazione sia raramente necessaria per le donne al di sotto dei 45 anni. Le donne indiane sottoposte alle operazioni hanno spiegato di essere state spaventate dai medici: "Ci spiegavano il rischio di ammalarsi di cancro", rivelano in molte. Peccato che in molti casi la diagnosi veniva realizzato soltanto sulla base di un esame ecografico singolo. Non certo sufficiente per decidere di operare, soprattutto con urgenza. Il dottor Narendra Gupta è uno dei tanti attivisti convinto di come molti medici privati si siano macchiati di negligenze e reati, per realizzare profitti. "In molti villaggi quasi nessuna donna conserva ancora il proprio utero", aggiunge l'uomo. Medici senza scrupoli stanno realizzando guadagni ingenti, lucrando sulla salute delle persone. Questo perché le malattie potrebbero essere trattate in modo semplice, in modo meno invasivo. Le pratiche sarebbero diffuse soprattutto nelle aree rurali, dove i controlli sono quasi inesistenti e il sistema sanitario pubblico non arriva. Così infezioni semplici vengono spacciate per tumori, in modo da spingere le donne alle operazioni. Gli effetti dell'intervento sono deleteri, infatti le donne possono ammalarsi di incontinenza, sindrome del colon irritabile, depressione, mal di schiena. Senza dimenticare il rischio di perdere il piacere sessuale, o quelli più pericolosi di trombosi e prolasso vaginale. Per alleviare il peso delle spese sanitarie sui poveri che vivono nelle aree rurali, il governo indiano ha lanciato un regime nazionale assicurativo (la RSBY) nel 2008. Le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà, possono ricevere un trattamento gratuito fino a 30.000 rupie (550 dollari) ogni anno, grazie alle cliniche private, che sono finanziate direttamente dallo stato. Peccato che in alcuni stati questo sistema incoraggi i medici a lucrare sulla salute di molte donne, attraverso le inutili isterectomie. Tutto per attingere ai fondi governativi.  In Samastipur, un distretto nello stato settentrionale del Bihar, un terzo delle operazioni effettuate erano proprie interventi di asportazione dell'utero. Senza contare i casi in cui alcuni medici avevano richiesto i soldi per eseguire l'isterectomia, ma avevano in realtà soltanto fatto delle incisioni superficiali. Per questo sono partite le prime indagini, anche se resta complicato accertare le responsabilità.