La vera emergenza comincia il 1 marzo. Da domani con 500 euro

28/02/2013 di Redazione
La vera emergenza comincia il 1 marzo. Da domani con 500 euro

Oggi 28 febbraio il governo italiano pone fine all'accoglienza dei tredicimila richiedenti asilo in fuga dalla Libia e dal Nordafrica sbarcati a Lampedusa un anno e mezzo fa. Per  "sopravvivere" riceveranno una buona uscita di 500 euro, ma non subito perché, fanno sapere le prefetture, questi fondi non li hanno. Con una circolare inviata la scorsa settimana, il Dipartimento per l'immigrazione ha ordinato alle prefetture di approntare entro il 28 febbraio i titoli di viaggio per i profughi, cioè il documento che, in assenza di passaporto, può consentire la libera circolazione in Italia, e soprattutto quelle che vengono definite "misure per favorire percorsi di uscita". E dunque rimpatri volontari e assistiti e una somma, 500 euro a testa, per organizzarsi il futuro. "Per la copertura finanziaria questo Dipartimento accrediterà le relative risorse", si legge nella circolare del Viminale. Nelle prefetture sanno poco e niente. "Siamo in attesa di chiarimenti - dice Teresa Cucinotta, prefetto vicario di Palermo - tutte le strutture, alberghi, centri sociali, cooperative che fino ad ora hanno ospitato i profughi in regime di convenzione sanno da tempo che dal 28 non saranno più a nostro carico. La buonuscita dovremo distribuirla noi ma dovranno accreditarci delle somme". Nella circolare è scritto anche che per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati sono stati stanziati 2,5 milioni di euro per rimborsare, tramite le Prefetture, gli enti locali. Potranno coprire solo le spese dell'accoglienza "dalla formalizzazione della domanda di asilo e sino all'inserimento nelle strutture del Sistema di protezione per richiedenti asilo". Il documento precisa inoltre che, qualora gli enti locali abbiano ancora risorse disponibili, queste debbano essere utilizzate per prorogare l'assistenza agli immigrati "vulnerabili". La circolare stabilisce che non vi saranno corsie preferenziali per gli stranieri dell'emergenza che, oltre al permesso di soggiorno per motivi umanitari, faranno richiesta del "titolo di viaggio". Il documento, equipollente al passaporto, sarà rilasciato solo ai titolari della protezione sussidiaria che provino di essere nell'impossibilità di far ricorso al proprio consolato e di non avere pendenze verso la giustizia o obblighi familiari. In tali casi le Questure verificheranno, così come previsto dalle leggi in materia, se esistano le condizioni valutando la posizione "per ogni singolo straniero".La circolare sollecita inoltre l'attivazione dei Tavoli di coordinamento regionali, finora avvenuta in poche regioni, così come stabilito dalla Conferenza unificata Stato-Enti locali. Duro il commento del Consiglio italiano dei rifugiati: "Invece di spendere centinaia di milioni di euro solo per la fornitura di vitto e alloggio con gli stessi soldi avrebbero potuto finanziare un programma di integrazione lavorativo e alloggiativo". Un miliardo e 300 milioni di euro, 46 euro a persona per ogni giorno di ospitalità che salgono ad 80 per i minori. Ora si torna alla gestione ordinaria.