Mezzi pubblici ancora inaccessibili ai disabili

07/02/2013 di Redazione
Mezzi pubblici ancora inaccessibili ai disabili

Cittadini che non possono prendere la metro, l'autobus o il treno: è la situazione dei disabili di Roma e del Lazio, per i quali continua a non essere garantito il diritto di muoversi liberamente con i mezzi pubblici. La linea Adella metropolitana è praticamente chiusa alle persone portatrici di handicap: su 27 stazioni, 16 non sono accessibili a chi è costretto su una sedia a rotelle; quasi due terzi delle fermate della linea A sono sprovviste di ascensore o monta-scala. Nel centro storico di Roma, su 460 fermate di bus solo il 10% è accessibile ai disabili. Ma anche il trasporto regionale del Lazio registra pessime condizioni. L'associazione per i diritti del cittadino Codici, tramite il progetto "Informazione e stazioni senza barriere", ha monitorato l'accessibilità e i servizi informativi delle stazioni laziali di RFI e Trenitalia, rilevando numerose criticità. "I dati ricavati dall'indagine - fa sapere l'associazione - raccontano di servizi carenti e scarsa informazione all'utenza; lacuna, questa, che grava pesantemente anche sull'accessibilità ai servizi. Nel 90% dei casi manca l'informazione base che serve, ad esempio, a un soggetto ipovedente o non vedentea raggiungere iltreno, mancano le indicazioni in braille, sono assenti informazioni relative al livello di accessibilità per i disabili. Il disabile sembra essere un soggetto sconosciuto alle ferrovie, in quanto viene ignorato nel suo diritto più elementare, quello della mobilità. Le stazioni precipitano ai livelli minimi di standard qualitativo quando si tratta di garantire l'accessibilità, sia alla stazione che al treno. Molto spesso manca l'informazione circa l'esistenza del servizio, per cui, presente o meno, mancando le indicazioni è facile che l'utente non se ne serva, da qui l'inaccessibilità. Troppo frequente, inoltre, la mancanza di ascensori e servo-scala". Sono di fatto inaccessibili le stazioni di Monterotondo (FR 1), Tivoli (FR 2), Viterbo P.F. (FR 3), Lanuvio e Cecchina (FR 4), Pantanella (FR 4), Sezze Romano (FR 7), Padiglione (FR 8), che non garantiscono i livelli minimi di qualità del servizio.La stazione Padiglione, ad esempio, presenta un buon livello di accessibilità ai binari per le persone portatrici di handicap, un buon percorso tattile per i non vedenti, ma è pessima l'accessibilità dalla banchina al treno, non c'è un percorso tattile. Tor Sapienza (FR2) è la stazione fantasma per eccellenza. Le informazioni per gli utenti, disabili e non, sono completamente assenti e, di conseguenza, anche l'accessibilità ai servizi è gravemente limitata. Completamente assente la sala d'attesa, le informazioni per raggiungere i servizi igienici, le uscite di sicurezza. L'ascensore, nel momento in cui è stata effettuata la rilevazione, era guasto. A disposizione dell'utente disabile: una rampa di scale. "Il diritto alla mobilità dovrebbe poter essere garantito a tutti - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - A tal proposito il Codici, come illustra la piattaforma programmatica elettorale, sostiene i seguenti punti per migliorare la condizione attuale: adozione dei 10 principi del Times sulla mobilità sostenibile; piena integrazione tra tutti i trasporti pubblici; telecontrollo della puntualità e dei disservizi del trasporto pubblico".