8x1000: per il secondo anno la stessa beffa

07/02/2013 di Redazione
8x1000: per il secondo anno la stessa beffa

I contribuenti che decidono di versare allo Stato il loro 8 per mille, sanno che quei fondi saranno successivamente destinati "a interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali". Invece, qualche giorno fa, il governo ha dichiarato che il Fondo Otto per Mille2012, intutto 181 milioni di euro, ha "subito diverse decurtazioni sino ad essere completamente azzerato". La maggiore delle decurtazioni è quella di "64 milioni per la flotta aerea della protezione civile (decreto-legge n. 98 del 2011)".  Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) e molte altre associazioni dichiarano che è una "beffa di Stato",  denunciano con "profonda indignazione" "È il secondo anno consecutivo che il fondo viene azzerato. È ormai utilizzato come un piccolo "tesoretto" nelle mani del governo di turno". "È paradossale - scrivono le associazioni in una nota - questo cambiamento d'uso. Una vera beffa, di fronte ai contribuenti IRPEF ma anche di fronte agli Enti locali ed associazioni che vengono formalmente invitati ogni anno dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a presentare progetti articolati e documentati entro il 15 marzo per poi sapere 10 mesi dopo che si è trattato solo di uno scherzo". Dunque non sarà dato nessuno contributo all'inserimento lavorativo e all'autonomia alloggiativa, ne tanto meno fondi che garantiscano cure mediche per persone vulnerabili, o la facilitazione per i ricongiungimenti familiari. Strumenti per superare la situazione di abbandono e degrado in cui versano richiedenti asilo e rifugiati in Italia  raccontata recentemente anche dalla stampa internazionale e che ha visto fa morire qualche giorno, nel rogo del sottopassaggio in cui dormivano a Roma, anche due giovani somali. Le associazioni chiedono al Governo di utilizzare l'8 per mille come prevede la legge, ripartendolo in maniera "stabile ed equa tra le diverse aree". E di essere coinvolte nell'elaborazione del regolamento che dovrebbe fissare quote percentuali minime da destinare ai vari interventi. "Ci domandiamo - concludono - quando comincerà ad essere presa seriamente la questione della protezione dei rifugiati, persone costrette a fuggire dal loro paese e a rimanere nel nostro. Dare protezione non significa solo dare un permesso di soggiorno che, deve essere ricordato, costringe i rifugiati a rimanere in Italia e non gli permette di vivere in nessun altro Paese europeo, ma dare anche mezzi per vivere in maniera autonoma e degna nel nostro Paese".