Sabaudia: 40 mila Sikh

28/02/2013 di Redazione
Sabaudia: 40 mila Sikh

Sabaudia, la città dell'agro pontino si è trasformata negli ultimi anni in una piccola Chandigarh, la capitale del Punjab, ed è arrivata a ospitare la seconda comunità sikh più grande d'Italia. Dal 2006 sono quasi 40 mila le persone che hanno lasciato il Punjab e hanno scelto la provincia di Latina. Qui  lavorano come agricoltori e allevatori. "Un viaggio faticoso e rischioso" racconta Nanda, dal 1988 vive nella piccola cittadina, ed oggi delegato della Cgil: "Ho calcolato che partire ora costa a un indiano 12/13 mila euro, ci sono i trasporti da pagare, certo, ma servono soprattutto i soldi da dare a chi ti ha chiamato, a chi riesce a farti lavorare. Sono molti i sikh che si comprano un contratto di lavoro per poter rimanere in Italia". Alle parole di Nanda si aggiunge la denuncia di Marco Omizzolo, sociologo e membro dell'associazione "In Migrazione", che delinea una situazione di sfruttamento non molto diversa dall'inferno di Rosarno: "I braccianti lavorano per 10, 12 ore al giorno e non guadagnano più di 4 euro all'ora, anche chi ha un contratto regolare viene preso in giro e i soldi in busta paga sono meno della metà".  Omizzollo studia la comunità sikh e durante la scorsa estate si è "infiltrato" tra loro per condividerne il lavoro nei campi. Le testimonianze che ha raccolto raccontano di abusi quotidiani, difficoltà che però non riescono a tramutarsi in voglia di riscatto. "Per i sikh il lavoro è la via attraverso la quale ci si conquista il paradiso, spiega Omizzollo,  e poi con la crisi che c'è temono di perdere il posto. Così accettano qualsiasi tipo di condizione". I braccianti del Punjab hanno paura a denunciare la situazione di abuso nella quale vivono, per loro l'Italia è una "splendida occasione", "un posto meraviglioso" e gli italiani sono "persone bellissime". Se raccontano episodi di razzismo ne parlano sempre al passato, frettolosi poi di precisare che "ora, tutto va bene". Secondo le stime della Cgil, la comunità che si è stabilizzata nella provincia di Latina arriverebbe a quota 12.000 persone, il 2% dell'intera popolazione. L'associazione "In Migrazione" è riuscita a raccogliere le loro vicende in un dossier e ha potuto raccontare le loro storie. Tra di loro c'è Madanjeet, da due anni in Italia, che lavora per soli due euro all'ora; Sukirat costretto a comprare la carta d'identità, mai arrivata, per 600 euro; Ravi, 31 anni, deve tagliarsi la barba ea togliere ilturbante perché "il mio padrone non vuole. Io non mi sento bene così, ho pianto tanto. Ma devo lavorare". Ravi aspetta ancora 4.000 euro dal suo datore di lavoro: "Credo che non li prenderò più, ma ho bisogno di soldi, e non so come fare". "I sikh vivono qui da molti anni, ma si può parlare di integrazione solo nelle scuole, per il resto la comunità viene ignorata. Avevamo proposto di istituire una consulta degli immigrati, ma la nostra idea è stata sonoramente bocciata dalla maggioranza".