Siria: il paese si sta autodistruggendo

14/02/2013 di Redazione
Siria: il paese si sta autodistruggendo

Settantamila morti in meno di due anni, e noi ancora non abbiamo fatto nulla. E' questa la sintesi del discorso sulla Siria tenuto dall'alto commissario per i Diritti umani dell'Onu, Navi Pillay, che ha spiegato: "La mancanza di consenso e la conseguente inazione sono state disastrose, e i civili di entrambe le parti hanno pagato il prezzo più alto. Saremo giudicati per questa tragedia che sta avvenendo sotto i nostri occhi". Del giudizio non importa molto ai leader occidentali che sono ben più interessati a fare i calcoli degli effetti collaterali di un'eventuale caduta del regime di Assad. Intanto i ribelli dell'Esercito di Liberazione Siriano hanno preso il controllo dell'aeroporto militare di Jarrah nella provincia di Aleppo, nel nord del Paese, ha riferito Al Jazeera. Secondo l'emittente, durante la presa dell'aeroporto sono stati catturati 50 soldati del governo della Siria. Inoltre i ribelli hanno sequestrato le attrezzature militari che si trovavano nell'aeroporto. Contemporaneamente proseguono gli scontri tra ribelli e le forze governative a sud-est di Damasco. In Turchia intanto e' polemica dopo la strage provocata da una autobomba al confine con la Siria (14 morti). La stampa pro-governativa accusa l'intelligence di Damasco, il Mukhabarat. Davanti al Consiglio di Sicurezza Onu, Pillay ha criticato l'inerzia della comunita' internazionale, incapace di fermare il conflitto, che ha portato a ''questo risultato disastroso''. Il paese ''si sta autodistruggendo'' ha detto il segretario Onu Ban Ki-moon, dopo due anni di conflitto ''non contiamo piu' i giorni in ore, ma in corpi. Un nuovo giorno, altri 100, 200, 300 morti''.